Cartagena: il caldo ti scioglie la pazienza, ma ne vale la pena
Sì, ne vale la pena, ma solo se si ha una scorta di pazienza e un armadietto di antitraspirante. Cartagena è una meraviglia, ma il caldo di agosto è una scusa per testare la propria sanità mentale. Si va da novembre a febbraio, quando il sole è meno cattivo e il vento regala un po' di tregua. Si arriva in aereo da Milano con scalo, oppure via Madrid; il volo costa quanto un piccolo rene, ma se si prenota con largo anticipo si può restare in pace con il conto corrente. Il budget generale è medio: un pasto decente si trova con 15-20 euro, ma le birre sul mare ti svuotano il portafoglio con un sorriso. Da non perdere la città murata all'alba, quando i venditori non ti hanno ancora assalito, e il tramonto dalla collina di La Popa. Da evitare i tour in carretto nella parte vecchia: si paga per soffrire, con il sole che ti martella la nuca. Delusione? La spiaggia di Bocagrande è un cantiere con l'ombrellone. Servono almeno quattro giorni, ma per vedere tutto meglio sei. Consiglio non da guida: portare una borraccia termica e riempirla di acqua fresca ogni mattina, perché le bottigliette in strada costano come un gioiello e si sciolgono prima di berle. Insomma, si torna a casa arrosto, ma con gli occhi pieni di colori.