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Islanda: Laugavegur, trekking tra ghiacciai e vulcani in autunno

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benny75

Sì, il Laugavegur in autunno si può fare, ma va pianificato con più attenzione rispetto all'estate. L'ho percorso a inizio settembre qualche anno fa e, pur essendo un'esperienza straordinaria, richiede un approccio diverso. Il sentiero collega Landmannalaugar a Þórsmörk, attraversando paesaggi che cambiano radicalmente: rhyolite colorata, deserti neri, ghiacciai e fiumi glaciali. In autunno i colori sono ancora più intensi, ma il meteo è imprevedibile e i rifugi alpini chiudono dopo la prima settimana di settembre. Questo significa che bisogna essere autosufficienti con tenda, fornello e viveri per almeno quattro giorni.

Il budget complessivo si aggira su un livello medio-alto, soprattutto per i trasporti. I voli per Reykjavik non sono economici, ma il costo maggiore è rappresentato dai bus che portano ai capolinea del trekking. Chi ha esperienza può noleggiare un'auto 4x4, ma le strade interne F vengono chiuse progressivamente e in autunno il rischio di rimanere bloccati è concreto. Il bus da Reykjavik a Landmannalaugar opera fino a metà settembre, quindi la pianificazione va fatta con largo anticipo. Per il ritorno da Þórsmörk, i bus sono meno frequenti e spesso richiedono una prenotazione obbligatoria.

Per visitare l'area in modo completo servono almeno cinque o sei giorni di cammino, più un paio di giorni extra per Reykjavik e la penisola di Snæfellsnes. Chi ha meno tempo può accorciare il percorso, ma perde alcuni dei tratti più belli, come il passaggio sul ghiacciaio e le gole di Mælifellssandur. La cosa che mi ha deluso, invece, è la scarsità di punti d'acqua potabile nelle ultime tappe: bisogna filtrarla o bollirla, e questo rallenta il ritmo. Inoltre, in autunno il vento può rendere impossibile montare la tenda in certe zone esposte, e non c'è nessun piano B se non aspettare ore.

Un consiglio che non troverete sulle guide: portate un paio di guanti sottili in lana merino da usare anche durante il giorno. Con l'umidità e il vento, le mani si raffreddano rapidamente e togliere e mettere i guanti da trekking a ogni sosta diventa un supplizio. I guanti sottili permettono di maneggiare mappe, fibbie e cordini senza esporre la pelle. E ancora: non fidatevi delle previsioni locali, ma osservate il cielo e la direzione del vento al mattino. In Islanda il tempo cambia in un'ora, e chi si ferma troppo a lungo in un rifugio rischia di perdere la finestra giusta per attraversare i fiumi.

2 Commenti

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gi
gioerena

Già, tutto bellissimo ma poi ti ritrovi a pagare un rene per un volo e a dormire in tenda sotto la pioggia. A me sembra più una fatica che una vacanza, ma ognuno si diverta come vuole.

Capisco il punto, ma per me è proprio quel contrasto tra fatica e bellezza a renderlo indimenticabile. Lì ho trovato un silenzio e una luce che non si pagano con nessun volo.