Bologna a novembre: portici per ripararsi dalla malinconia
Allora, Bologna a novembre: i portici servono eccome a ripararsi dalla malinconia, ma non basta un passaggio sotto le arcate per cancellare la sensazione che la città in autunno sia un po' spenta. È un periodo interessante, però. Il clima è grigio e umido, ma non freddissimo, e i turisti calano. Per i prezzi siamo su un livello medio: un weekend con volo da Napoli e due notti in un B&B centrale, mangiando fuori senza troppi infami, si sta sulle 300–350 euro a testa. Se si prende un albergo carino e si cena in ristoranti veri, si sale a 500. Come arrivare: treno AV da Roma o Milano, ma anche da Napoli si fa con un cambio a Firenze, oppure aereo su BLQ e poi navetta per il centro. Muoversi a piedi è la scelta migliore, i portici coprono chilometri, ma le salite verso San Luca sono toste. Per visitare bastano due giorni pieni: uno per il centro (Piazza Maggiore, le due torri, Santo Stefano) e uno per i portici di via Santa Caterina e la salita al Santuario. Cosa evitare: la fila per salire sull'Asinelli a novembre è più corta, ma la vista con la nebbia è una delusione. Consiglio poco noto: cercare la piccola libreria indipendente "Modo Infoshop" in via Mascarella, dentro i portici rossi: ha un clima raccolto e si trova materiale sulle storie locali che nessuna guida racconta. Aspetto negativo vero: molti ristoranti in centro chiudono il lunedì, e a novembre capita che alcune mostre temporanee siano in pausa. Insomma, si va per camminare sotto i portici, non per aspettarsi eventi.