Budapest a novembre: terme o rovine bar, cosa scegliere?
Se si deve scegliere a novembre, la risposta netta è quella di puntare sulle terme, perché a novembre le rovine bar sono un cliché che regge solo se si ha voglia di stare in mezzo a orde di turisti in un ambiente che ha perso l'anima originale. Le terme invece funzionano alla grande nella stagione fredda. L'acqua calda all'aperto mentre l'aria è gelida è un'esperienza che vale il viaggio. Il conto lo si fa presto: Budapest è una meta economica, ma non più stracciata. Con un budget medio-basso si spendono 40-50 euro a testa al giorno per un pasto decente, l'ingresso alle terme e i trasporti. L'alloggio è il costo maggiore, ma cercando fuori dal centro si risparmia. Per arrivare da Bari ci sono voli diretti, anche se le compagnie low cost hanno cambiato orari, oppure si fa scalo a Roma. Una volta lì, la metropolitana è vecchia ma copre tutto, il biglietto singolo costa poco. Meglio evitare i taxi, spesso turistici. Per visitare la città servono almeno tre giorni interi. Quattro sono meglio per includere Bartók Béla út e il lato di Buda senza fretta. Il Bastione dei Pescatori è una trappola pazzesca: la vista è carina ma la ressa e i venditori ambulanti rovinano tutto. Anche il mercato coperto di Vásárcsarnok è ormai pieno di bancarelle per turisti, i prezzi sono triplicati rispetto alla spesa normale. Consiglio una cosa che non leggo mai nelle guide: alle terme Széchenyi bisogna entrare all'apertura, alle sette di mattina, e non comprare il biglietto con cabina privata. Si paga di più per un lusso inutile, e si perde il rito vero. Portare le ciabatte da spiaggia, perché il pavimento di marmo con i piedi bagnati è pericolosissimo.