Capodanno sulle piste dell'Etna: sciare sul vulcano
Capodanno sulle piste dell'Etna? Onestamente, è una di quelle esperienze che o si ama o si lascia perdere. Io la sto pianificando per il prossimo dicembre e ho già un parere netto: se si cerca il vero sci alpino da manuale, meglio restare sulle Alpi. Se invece si vuole un mix tra alta montagna e vulcano attivo, allora qui si trova qualcosa di unico.
Budget medio. Skipass e pacchetti non costano come le grandi stazioni alpine, ma il volo per Catania e l'auto a noleggio in estate (o inverno, con catene) fanno lievitare il conto. Per arrivare si atterra a Fontanarossa, poi si prende una macchina e si sale verso Nicolosi o Piano Provenzana, a seconda del versante scelto. Muoversi è fattibile, ma le strade possono essere ghiacciate e il traffico nei weekend di festa è un incubo.
PRO: il panorama è pazzesco, il contrasto tra neve e fumo del cratere regala una sensazione surreale. In più, si evita la calca delle località del nord, almeno nelle piste meno battute. CONTRO: gli impianti sono vecchiotti e le piste sono poche e spesso corte. Il meteo è imprevedibile: se il vento soffia forte o il vulcano si innervosisce, chiudono tutto e si resta a guardare.
Secondo me, il vero problema è la qualità della neve: spesso è ghiacciata o troppo bagnata, e a fine giornata diventa un pattinaggio. Il mio consiglio specifico, che non si trova sulle guide, è di prenotare con un operatore locale che offre escursioni con ciaspole o sci alpinismo, perché la pista battuta non è il punto forte. Portarsi anche un paio di occhiali da sole scuri: il riverbero sulla lava nera acceca.
Consigliato per chi cerca un'esperienza fuori dal comune e non ha pretese da sciatore agonista. Sconsigliato se si viaggia con bambini piccoli che devono fare le prime curve, o se il budget è fragile, perché tra neve e attività vulcanica il rischio di imprevisti è alto.