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Armenia: monasteri nella roccia e vino millenario

Armenia è un paese che merita davvero, tra monasteri scavati nella roccia e vino che ha migliaia di anni. Ho iniziato a organizzare il viaggio per questo autunno, dopo aver sentito parlarne da un tizio incontrato in un ostello a Tbilisi. Il budget è medio-basso, diciamo sui 30-40 euro al giorno per vivere decentemente: volo da Bergamo con Ryanair a circa 80 euro andata e ritorno a settembre, ostelli a Yerevan sui 10-15 euro a notte, minibus economici e cibo di strada a poco. Per muoversi, il sistema di marshrutka funziona per le tratte principali, ma per i monasteri sperduti tipo Tatev o Noravank ho dovuto noleggiare un auto con un autista per un giorno intero, sui 50-60 euro spaccati tra più persone. Altrimenti si trovano escursioni last minute a Yerevan, ma non sono tour organizzati pacchiani, solo un tassista che ti aspetta.

Secondo me servono almeno 10-12 giorni per vedere tutto con calma, compreso il Lago Sevan e il nord. Con 7 giorni si fa un giro veloce ma si perde la parte più bella, quella dei monasteri in montagna. Un aspetto negativo? Le strade sono un disastro, soprattutto per andare a Noravank o a Khor Virap, piene di buche e sterrati. I minibus poi sono scomodi e affollati, e alcune attrazioni sono presentate come imperdibili ma poi sono in mezzo al nulla con zero servizi, neanche un bagno. Il cibo è buono ma monotono: tanto lavash e carne alla griglia, dopo una settimana manca un po' di varietà. E l'aria a Yerevan è inquinata, la mattina si vede lo smog sopra la città.

Un consiglio che non trovi sulle guide: portare un pile o una giacca anche a fine estate, perché la sera nei monasteri di montagna fa un freddo cane, anche se di giorno ci sono 30 gradi. I cartelli stradali sono spesso solo in armeno e russo, meglio scaricare una mappa offline su Maps.me. L'acqua del rubinetto è potabile ma sa di cloro, meglio comprare bottiglie da 5 lire al supermercato. Altra cosa: evitare di comprare vino nelle enoteche turistiche di Yerevan, i prezzi sono triplicati. Molto meglio fermarsi in un qualsiasi negozio di campagna o comprare da un contadino lungo la strada per Tatev, paghi 3 euro per una bottiglia fatta in casa che è mille volte meglio.

3 Commenti

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ag
ago_70

Ho sempre l'impressione che certi posti vengano pompati solo per attirare turisti, mentre la vera essenza è in ciò che nessuno pubblicizza. I prezzi che citi mi sembrano sospettosamente bassi, come certi menu turistici a Firenze che poi nascondono sorprese. Secondo me, la vera esperienza è nei villaggi che non compaiono su nessuna guida.

CI
ciakkeccome91

Se fosse davvero "pompato", i prezzi sarebbero gonfiati, non sospettosamente bassi. A me quelli sembrano prezzi da posto vero, dove non serve farsi pubblicità per riempire le sedie. Forse lei è solo abituato a pagare il triplo per la fotocopia di un viaggio.

pa
passo_lento95

Hai colto il punto: l'autenticità non ha bisogno di pubblicità.