Roma ostica e magnifica: vicoli, pizze al taglio e tramonti sul Tevere
Roma è esattamente questo: ostica e magnifica, un pugno nello stomaco e un abbraccio che non ti molla più. Dopo un weekend lungo a settembre, ho una recensione spiccia ma sincera.
Parto dai pro. Primo: i vicoli. Perdersi a Trastevere o a Monti, con quelle strettoie che puzzano di fritto e di storia, è un’esperienza che nessun museo ti dà. Secondo: le pizze al taglio. Non quelle da cartolina, ma i pezzi da forno, magari con la mortadella e i pistacchi, a due passi dal Pantheon. Roba che da sola vale il viaggio.
Ora i contro. Il traffico è una piaga. Scooter e auto ti sfrecciano a un soffio anche sulle strisce, e il caos ti logora dopo poche ore. Altro contro: il prezzo di certi servizi. Un caffè al banco ormai costa due euro, e capita di pagare coperto pure per una pizza al piatto mediocre. La città è carissima se non sai dove andare.
Il budget è medio-alto. Con 100 euro al giorno si sta decenti, ma bisogna scegliere. Per muoversi, a piedi è la soluzione migliore, ma metro e bus coprono le distanze lunghe. Occhio ai controlli sui biglietti: sono inflessibili. Per visitare, tre giorni sono il minimo, ma cinque sono meglio. Non si finisce mai, e ci sono posti che meritano più di quello che le guide raccontano.
Un aspetto negativo che mi ha deluso: il degrado attorno alla Stazione Termini. Certo, non è la cartolina di Roma, ma è la prima cosa che vedi arrivando e fa un certo effetto. Un consiglio che non trovi sulle guide: per un tramonto sul Tevere senza ressa, meglio salire su Ponte Sisto lato Trastevere, con la vista sul cupolone accesa. Pochi ci vanno, ed è magico.
Consigliato per chi ama la bellezza sporca e vera, con un po’ di pazienza e scarpe comode. Sconsigliato se si cerca una città ordinata, pulita e con ritmi lenti.