Kyoto a settembre: lanterne, tè e pioggia nei vicoli di Gion
Kyoto a settembre è lanterne accese sotto la pioggia e tè matcha bevuto su tatami umidi, con i vicoli di Gion che sembrano un sipario tra realtà e sogno. Sto pianificando un viaggio per questo autunno e l'atmosfera di quel mese mi attira in modo particolare. Per quanto riguarda il budget, direi medio: si può dormire in ryokan tradizionale senza spendere una fortuna se si prenota con anticipo, e i pasti in izakaya locali costano quanto un pranzo in Italia. Per arrivare, volo diretto per Kansai da Roma o Milano, poi treno limited express per Kyoto che impiega circa un'ora e mezza. Muoversi in città è semplice con bus e metro, ma ho intenzione di noleggiare una bicicletta per i quartieri più raccolti come Higashiyama. Per visitare Kyoto con calma servono almeno quattro o cinque giorni, senza contare escursioni a Nara o Arashiyama che richiedono altre giornate.
Un aspetto che mi preoccupa un po' è la folla anche a settembre: l'autunno è alta stagione per i colori, ma in anticipo ci saranno ancora molti turisti. L'umidità poi potrebbe essere fastidiosa, pioggia frequente che trasforma i sampietrini di Gion in specchi scivolosi. Però è proprio quella pioggia a creare l'atmosfera giusta, con le lampade di carta che riflettono sull'asfalto bagnato. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: la sera, invece di percorrere le vie principali, bisogna infilarsi nei vicoli laterali dietro il tempio Kodaiji, dove ci sono piccole case da tè quasi nascoste. Là si può assistere a cerimonie private senza code, spesso gestite da anziane signore che parlano un inglese stentato ma accolgono con gesti gentili. È un'esperienza autentica che i tour organizzati non includono. Porto un ombrello sottile e scarpe antiscivolo, niente di più.