Vendemmia di lusso nelle Langhe: Barolo e tartufo bianco
Secondo me, sì, ma solo se si ha un budget davvero alto e si accetta che il lusso qui ha un prezzo sproporzionato rispetto alla sostanza. Sto pianificando per fine settembre un tour vendemmiale nelle Langhe tra Barolo e tartufo bianco, e devo dire che l'entusiasmo iniziale si è un po’ sbiadito dopo aver visto i preventivi. Il budget è decisamente caro: pernottamenti in agriturismi di fascia alta o relais partono da 400 euro a notte, senza contare le esperienze di vendemmia “private” che arrivano a 1.500 euro a persona. Come arrivare: meglio in auto da Milano, circa due ore, perché i paesini sono collegati male con i mezzi; il treno fino ad Alba va bene, ma poi serve un taxi o un noleggio per muoversi tra le cantine. Per visitare con calma almeno tre o quattro cantine e partecipare a una giornata di vendemmia (con pranzo incluso e tartufo fresco grattugiato), servono minimo quattro giorni.
L’aspetto negativo più grande è la folla: a settembre le Langhe sono invase da turisti, anche nei posti più esclusivi, e si rischia di fare la fila per un calice di Barolo in una cantina che costa 50 euro la degustazione. Una delusione concreta: la cosiddetta “vendemmia di lusso” spesso si riduce a un paio d’ore a tagliare grappoli in una vignetta scenografica, mentre il vero lavoro lo fanno i braccianti. Il consiglio che non trovi sulle guide: invece di prenotare il pacchetto vendemmia presso i grandi cru, cerca una piccola azienda familiare che produce Barolo ma non ha ancora la fama – tipo a Serralunga d’Alba – e chiedi di partecipare alla loro vendemmia reale, magari pagando una cena in cantina. Lì il tartufo bianco lo trovi davvero, e il rapporto qualità-prezzo è meno folle.