Perché Budapest è la meta perfetta questa primavera
Perché Budapest è la meta perfetta questa primavera? Perché inizia a respirare, ma non ha ancora il fiato corto dell’estate. L’ho visitata due anni fa a fine marzo e ricordo il Danubio ancora di un grigio-azzurro limpido, i tetti delle case termali che si scaldavano al sole senza la calura opprimente.
Camminare senza il peso della folla è un lusso. Puoi sostare al Margo Café con un caffè e guardare il Parlamento senza dover scattare fotografie tra i gomiti di chi ti sta intorno. Le terrazze dei ruin bar iniziano a riempirsi, ma c’è ancora posto per sederti e ascoltare il brusio della città che si risveglia.
Le temperature sono ideali: un giubbotto leggero basta per esplorare Buda di mattina, e per il bagno nelle piscine termali all’aperto, dove l’acqua calda incontra l’aria frizzante, è un’esperienza che non dimentichi. È il periodo in cui le locande del castello iniziano a servire i primi asparagi, e i mercati colorano le bancarelle di fragole e fiori.
Non è una stagione da cartolina, è più autentica. Vedi i milanesi che pianificano le fughe, i parigiani che la scelgono per un weekend lungo. Io ci tornerei apposta ora, prima che l’afa di luglio trasformi le strade in un forno e i prezzi raddoppino. A marzo-aprile, Budapest è una promessa di calore, non ancora un assedio. E a me piace quando una città mantiene le sue promesse.