Sicilia: come non farsi ingabbiare dal cannolo (e scoprire il resto)
Sicilia: come non farsi ingabbiare dal cannolo (e scoprire il resto)
Il cannolo è lì, ti guarda dalla vetrina e promette felicità in un solo morso. Ma se lo mangi a colazione, pranzo e cena, finisci per vedere solo la pasticceria e non l'isola. Io l'ho imparato dopo il terzo cannolo alle nove del mattino, mentre gli anziani del paese ridevano della mia disperazione zuccherina.
Meglio puntare sui mercati del pesce all'alba, dove il tonno è ancora vivo e il dialetto è più forte del caffè. O perdersi in un villaggio abbandonato dell'entroterra, dove l'unica cosa che ti avvolge è il silenzio, non la ricotta. A marzo la Sicilia respira: niente code sotto il sole, solo un profumo di zagara e qualche turista intelligente (pochi, per fortuna). Lasciate il cannolo per la colazione dell'ultimo giorno, e usate gli altri per esplorare.