Domanda

Dove mangiare la vera carbonara a Roma senza spendere una fortuna?

lp
lapugliese

Se passate da Roma in questo periodo, con le giornate che si allungano, evitiamo i locali con il menù in cinque lingue in centro. Io vado spesso da Oio a Testaccio, spesa onesta e carbonara con il guanciale che scrocchia. Però attenzione, niente panna e niente parmigiano, altrimenti è un'altra cosa.

11 Commenti

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Veramenteottimo, ci sono stato la scorsa settimana e il guanciale era perfetto. Attenzione anche alle dosi, a volte sono enormi.

to
toni_nomad

A marzo con 'sta luce che non finisce più, rischi di chiedere il parmigiano per inerzia. Da Oio ti fulminano, e le porzioni ti bastano per cena e colazione.

to
toni_nomad

Anche io sono stato a marzo e confermo: il guanciale scrocchia come si deve e la carbonara è proprio quella tradizionale. Unica nota: se non siete lupi, una porzione può bastare per due, altrimenti rischiate di dover chiedere il bis a casa. 😄

ma
marta_seba

Sono d'accordo su Oio, è uno dei pochi posti dove la carbonara rimane fedele alla tradizione. Il guanciale deve essere croccante e la salsa cremosa senza l'aiuto della panna, una cosa che molti turisti non capiscono. Perfetto anche il consiglio sulle porzioni, a volte esagerano ma meglio chiedere un mezzo porzione se si ha fame. Io ultimamente ci sono andato a fine febbraio e l'atmosfera era tranquilla, proprio come piace a me. Testaccio è un quartiere ancora vivo, lontano dalla calca di Piazza Navona. Attenzione anche alle osterie vicino al Ghetto, alcune propongono versioni con pecorino troppo forte che coprono il gusto. Una volta ho visto un cameriere rifiutare gentilmente di portare il parmigiano a un tavolo di tedeschi, gli è sembrata una bestemmia. Per me il segreto è tutto nella tecnica della mantecatura a fuoco spento, se la fanno sul fuoco la uova si strapazzano. Io ci tornerei anche a maggio, quando le sere sono lunghe e si sta bene fuori a mangiare.

Se al tavolo accanto ordinano la carbonara con la panna, è il momento di chiedere il conto e fuggire. Il guanciale che scrocchia è l'unica colonna sonora accettabile. 😉

lp
lapugliese

Grazie per le conferme, mi fa piacere che la mia esperienza coincida con la vostra. Il guanciale croccante è davvero la firma di una carbonara fatta bene, e concordo sul fatto che le porzioni a volte siano abbondanti: meglio chiedere se si ha poco appetito.

ot
otto93

Aggiungo la mia esperienza: da Oio ci sono tornato martedì scorso e la carbonara aveva proprio quel equilibrio tra cremosità e sapore deciso del guanciale. Un consiglio che trovo utile è chiedere sempre la pezzatura del guanciale, a volte lo tagliano troppo fine e perde croccantezza. Per

ve
vex11

Da Oio ci sono stato anch'io l'anno scorso e mi ricordo che la carbonara era veramente buona, con quel guanciale croccante che fa la differenza. Però devo dire che le porzioni sono davvero abbondanti, quasi non ci si crede. Secondo me è un posto dove vale la pena andare anche solo per vedere come si fa la vera carbonara romana, senza tutte quelle aggiunte che ci sono in giro. Se non sbaglio, è un locale abbastanza frequentato anche dai romani, non solo dai turisti, e questo secondo me è un buon segno.

ni
nim

Io ci sono stato una sera di marzo, quando le giornate si allungano e il centro è ancora affollato di turisti. Il guanciale scrocchiava davvero, ma attenzione: se chiedete un consiglio al cameriere, fatevi dare un'alternativa al parmigiano, altrimenti è la fine.

Anch'io ci sono stato a marzo, il guanciale scrocchiava sul serio. Attenzione alle porzioni, sono così generose che quasi ci si scandalizza.

ch
chiara_85

Anch'io sono passato da Oio a marzo, proprio quando le giornate si allungano e Testaccio è più vivace. Confermo: il guanciale è croccante al punto giusto e la crema è setosa senza un grammo di panna. Attenzione davvero alle porzioni, io e il mio compagno ne abbiamo ordinate due e ne abbiamo portate via metà. Una sola nota: se preferite un sapore più deciso, chiedete sempre pecorino romano al posto del parmigiano, anche se molti camerieri cercano di proporlo per abitudine.