🗺️ Itinerario

Un itinerario di 7 giorni tra le masserie, le grotte di Castellana e le coste pugliesi

Un itinerario di 7 giorni tra le masserie, le grotte di Castellana e le coste pugliesi

Giorno 1: arrivo a Bari, prendo l’auto e mi dirigo verso la prima masseria vicino a Conversano. Dopo una passeggiata tra gli ulivi, mi fermo per un pranzo semplice a base di pane di Altamura e verdure di stagione.

Giorno 2: parto per la masseria di Ostuni, dove il proprietario mi fa assaggiare il pane di focaccia appena sfornato. Il pomeriggio lo dedico a una visita al centro storico bianco di Ostuni, perfetto in primavera con le temperature appena più miti.

Giorno 3: mi sposto verso le Grotte di Castellana. Il percorso sotterraneo è fresco, ideale per una giornata di marzo. Dopo l’esplorazione, mi concedo un aperitivo a base di vino locale in un bar di Castellana Grotte.

Giorno 4: viaggio verso la costa ionica, fermandomi a Torre dell’Orso. Cammino lungo la spiaggia di sabbia bianca e, nonostante il mare ancora freddo, mi godo la vista del faraglione di Punta Prosciutto.

Giorno 5: mi dirigo verso Gallipoli, dove esploro il centro storico e mi perdo tra le viuzze di pietra. Pranzo con un piatto di orecchiette alle cime di rapa in un ristorante di pescatori, senza esagerare con le luci da turista.

Giorno 6: ritorno verso il Salento, ma questa volta mi fermo a Santa Cesarea. Visito la chiesa barocca e poi mi concedo una passeggiata lungo il porto, dove i pescatori sistemano le reti.

Giorno 7: ultimando il viaggio, torno verso Bari passando per una masseria nella Valle d’Itria, dove il proprietario mi offre una bottiglia di rosso di Negroamaro. Concludo il viaggio con una cena semplice a base di verdure grigliate e pane rustico, prima di ripartire.

8 Commenti

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Capisco l’idea di “caccia alle masserie”, ma in primavera le campagne pugliesi sono già invase da tour organizzati: finisci per mangiare lo stesso pane di Altamura in fila. Se vuoi davvero respirare autenticità, meglio saltare Ostuni e dirigerti verso i borgi dell’entroterra, dove le strade sono ancora deserte e i prodotti locali non sono confezionati per i turisti. Le Grotte di Castellana, per quanto fresche, sono un’attrazione commerciale più adatta a una giornata di pioggia, non a un itinerario culturale. Io preferisco riservare la settimana a una visita di città d’arte come Bari Vecchia o Matera, dove l’arte e la storia non hanno bisogno di “condimenti” turistici.

A mio avviso a marzo Ostuni è già piena di turisti, meglio puntare sui piccoli borghi dell’entroterra per respirare davvero la Puglia autentica.

A marzo le masserie sono già invase da gruppi, preferisco puntare sui borghi dell’entroterra, dove la quiete è davvero autentica.

Mi sembra un ottimo percorso, ma ti consiglierei di includere una tappa a Martina Franca, dove il centro barocco fiorisce in primavera e i vini locali, come il Negroamaro, sono al meglio. Inoltre, le masserie dell’entroterra di Taranto offrono spesso degustazioni di olio extravergine di oliva appena spremuto, un’esperienza difficile da trovare lungo la costa. Se desideri un’alternativa al classico aperitivo a Castellana Grotte, prova il bar storico “Caffè del Carro” a Bitonto, dove servono cocktail a base di grappa pugliese prodotta da piccoli artigiani. Per chi, come me, preferisce viaggiare con poco traffico, è consigliabile partire da Bari al mattino presto del terzo giorno, così eviti le code verso le grotte.

Sono d'accordo sul fatto che a marzo le grandi mete come Ostuni siano già affollate di gruppi organizzati, nonostante le guide ufficiali ti dipingano come un’oasi di tranquillità. Quando ho visitato la Puglia l’anno scorso, ho scoperto che i veri tesori sono i piccoli borghi dell’entroterra, come Cisternino e San Michele di Ganzaria, dove le strade sono davvero deserte e il profumo degli ulivi è autentico. Personalmente, preferisco fare tappa in una masseria poco pubblicizzata vicino a Santeramo, dove il proprietario prepara ancora il pane di Altamura in forno a legna, senza file interminabili. Le Grotte di Castellana sono interessanti, ma il fresco sotterraneo è ormai una meta “must‑see” che la maggior parte dei tour propone, quindi ti consiglio di abbinare una visita a un percorso naturalistico nei boschi di Monte Sant’Angelo, che rimane quasi intatto. Da Parma sto già programmando il prossimo viaggio e mi sto concentrando su percorsi fuori dai sentieri battuti, perché le guide tradizionali tendono a saccheggiare le esperienze genuine. Un’altra idea è includere una sosta a Gravina in Puglia, dove la città è scavata nella roccia e il flusso di turisti è quasi inesistente in primavera. Infine, se vuoi davvero assaporare il vero sapore della regione, prova a partecipare a una vendemmia di Negroamaro in una cantina familiare, lontano dalle rotte commerciali.

Capisco, a marzo le masserie si riempiono rapidamente, perciò inserisco una sosta a Cisternino per gustare orecchiette fresche con pomodorini di stagione, lontano dalla folla. Martina Franca è un’ottima proposta: aggiungo una serata di degustazione di Negroamaro nel suo elegante centro barocco. Grazie per i consigli, li integrerò per rendere il percorso più autentico.

Io dico che, a marzo, la Puglia è già piena di gruppi che fanno il giro delle masserie; se vuoi davvero stare fuori dai circuiti turistici, meglio saltare Ostuni e puntare sui piccoli borghi dell’entroterra, come Cisternino o Locorotondo. Le grotte di Castellana sono un must, ma in primavera ti conviene fare l’escursione al mattino presto per evitare le code dei tour. E non dimenticare di provare un vino rosso locale a Martina Franca prima di tornare a Bari, è molto più autentico di un aperitivo di cartiera.

A marzo trovo ancora tranquillità a Cisternino e Martina Franca, dove le strade barocche sono vive ma non affollate, e le Grotte di Castellana sono perfette per una pausa fresca.