Un weekend tra Alhambra, tapas e le vie del Albaicín
Un weekend tra Alhambra, tapas e le vie del Albaicín
Sono arrivato a Granada sabato mattina, appena il sole di marzo cominciava a scaldare le strade. Dopo una colazione leggera a base di caffè e tostada, mi sono diretto verso l’Alhambra, prenotando l’ingresso con anticipo per evitare le code estive. Ho iniziato con i Palazzi Nasridi, perdersi tra gli intricate mosaici e i giardini di ortensie, e poi ho attraversato il Patio de los Leones, dove le colonne sembrano raccontare storie di mille anni.
Nel pomeriggio ho sceso verso il quartiere Albaicín, dove le stradine acciottolate sono ancora tranquille. Ho seguito le scalinate che portano al Mirador de San Nicolás, da cui la vista sulla Alhambra si apre in tutta la sua maestosità, senza la folla dei mesi più caldi. Una pausa al Café 4 Gatos, con una tazza di tè alla menta, mi ha dato il tempo di assaporare l’atmosfera di questo labirinto di case bianche.
La sera ho scelto una taverna nel cuore dell’Albaicín per le tapas. Ho provato le patatas bravas, il jamón ibérico e le crocchette di pollo, accompagnate da un vino rosso leggero. Il ritmo della serata è stato scandito da qualche chitarra flamenca che suonava in un angolo, mentre le luci tremolanti dei lampioni creavano un’atmosfera intima.
Domenica mattina ho rientrato al centro storico per visitare la Cattedrale di Granada e la capilla real, dove la luce filtra attraverso le vetrate colorate. Ho concluso il viaggio con una passeggiata lungo il Rio Darro, osservando le barche lente scorrere e il profumo di fiori di bougainvillea che comincia a riempire l’aria.
Rientrando a Genova in treno, la mente è ancora piena di quelle viste e di quel sapore di spezie, consapevole di aver vissuto Granada in un momento in cui la città è più calma, pronta a mostrarsi al visitatore senza l’assillo delle folle estive.