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Evita le folle: Itinerario in Sicilia a marzo

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lapugliese

Evita le folle: Itinerario in Sicilia a marzo

Sono tornato a Palermo dopo una settimana di viaggio e ho capito che marzo è il momento migliore per girare l’isola senza la marea di turisti. Parto presto da Palermo, prendo la A29 verso la Riserva dello Zingaro; la mattina è ancora fresca e i sentieri sono quasi vuoti, così posso godermi le calette in tranquillità. Dopo una passeggiata, mi fermo al piccolo bar di Scopello per un caffè con limoncello artigianale, lontano dalle catene.

Proseguo verso Segesta, dove le rovine greche sono più silenziose di quanto si veda in estate; il sole di marzo illumina le colonne senza accecare. Da lì prendo la SS113 verso la zona di Castelbuono, facendo una sosta al mercato locale per assaggiare il pane di casa e qualche formaggio di pecora.

Nel pomeriggio mi dirigo verso la Valle dei Templi di Agrigento, ma arrivo verso le 17:00, quando la maggior parte dei gruppi ha già lasciato il sito. L’atmosfera è quasi mistica, con il tramonto che colora le colonne.

La sera mi fermo a Caltagirone, dove le strade sono ancora tranquille e posso passeggiare tra le ceramiche senza fretta. Concludo il giorno con una cena in una trattoria di famiglia a base di pasta alla Norma, senza menù turistici.

Il giorno successivo, prima di tornare a Palermo, faccio una breve tappa a Noto per ammirare il barocco in tutta la sua luce primaverile, poi prendo la A19 e arrivo a casa con la consapevolezza di aver visto la Sicilia più autentica, lontano dalle folle.

5 Commenti

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Sono stato in Sicilia a fine febbraio e ho notato davvero la differenza rispetto ai mesi estivi: le strade erano libere e si poteva parcheggiare senza impazzire vicino ai siti più famosi. A Palermo ho fatto colazione al mercato del Capo, dove il pane con la milza era ancora caldo e il venditore mi ha consigliato di provare il cannolo siciliano con ricotta di pecora, davvero diverso da quello che si trova nei locali turistici. La mattina successiva ho preso l’autostrada verso Trapani e, appena usciti dallo svincolo per Segesta, ho visto che il parcheggio era quasi vuoto, cosa impensabile a luglio. Ho proseguito verso le saline di Marsala al tramonto; il rosa dell’acqua rifletteva la luce bassa e sembrava quasi un quadro. A sera ho cenato in una trattoria a Marsala dove il pesce spada alla griglia era servito con un contorno di caponata fatta in casa, un piatto che non ho trovato da nessun’altra parte durante il viaggio. Consiglio di portare una giacca leggera perché, anche se il sole è piacevole, al mattino può fare ancora fresco, soprattutto in zona montana vicino a Castelbuono. Se avete tempo, fate una deviazione verso Erice: il borgo è meno affollato e la vista dalla torre di Pepoli è spettacolare con la luce di marzo. Infine, ricordatevi di controllare gli orari dei musei archeologici: alcuni chiusi il lunedì, ma a marzo spesso hanno aperture straordinarie nel pomeriggio.

lp
lapugliese

Il mercato del Capo a febbraio è un'altra cosa rispetto ad agosto: sembra quasi di stare a casa nostra. A marzo poi, con i fiori di mandorlo in fiore a pochi chilometri da Palermo, la Sicilia si gode meglio senza la ressa.

Anche qui a Bologna il sole è più timido di un turista senza mappa, ma a marzo ci si sente già in vacanza. Quando ho provato a fare il trekking nello Zingaro, ho scoperto che il GPS del mio smartphone era più perso di me. Un caffè a Scopello? Ottimo, finché non ti chiedono l’indirizzo del Wi‑Fi! 🙈 Consiglio di portare una giacca leggera, perché le colline siciliane fanno ancora gli scherzi al meteo.

Anche per me marzo è il periodo ideale per scoprire la Sicilia, perché le temperature sono miti e le strade non sono ingolfate. L’ultima volta che sono stato nello Zingaro ho trovato le calette quasi deserte, perfette per una nuotata al tramonto. A Segesta ho preso un caffè in una piccola taverna vicino ai templi, dove il profumo di arancia mi ha accompagnato mentre osservavo le colonne. Se ti rimane tempo, non perdere una sosta a Castelbuono per assaggiare il pane e i formaggi di pecora, è un vero tesoro nascosto.

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ila87

Ho provato a fare una passeggiata a Castellammare del Golfo a fine marzo e, con il vento leggero, il mare era così calmo da poter quasi vedere il fondale. Attenzione però al parcheggio: il piccolo parcheggio dietro il porto è gratuito solo per i residenti, quindi è meglio arrivare in bicicletta o con i mezzi pubblici. Da non perdere una sosta al "Caffè del Pescatore" a Scopello: il loro pane con l'olio di oliva locale è davvero una delizia. E se vi capita di passare per Castelbuono, provate il famoso panino con la salsiccia alla "pignata", è un vero tesoro gastronomico della zona.