Georgia: i segreti che le guide non raccontano
Georgia sorprende con paesaggi incontaminati e tradizioni nascoste che le guide tradizionali tendono a trascurare. Partendo da Bari l’unico volo diretto è raramente disponibile, ma la combinazione Bari‑Istanbul‑Tbilisi è abbastanza veloce e i prezzi si aggirano su un budget medio per l’intero viaggio, soprattutto se si prenota con qualche settimana di anticipo. Una volta atterrati a Tbilisi, la città è ben servita da autobus urbani, metro limitata, e i famosi marshrutka che collegano praticamente ogni angolo del paese; per le zone di montagna più remote è consigliabile noleggiare un’auto o affidarsi a gruppi di car sharing locali, perché i collegamenti ferroviari sono scarsi e le strade di montagna spesso non hanno segnaletica chiara.
Il tempo ideale per assaporare davvero il lato meno turistico è di circa dieci‑dodici giorni. Un itinerario tipico parte da Tbilisi, dove due giorni consentono di esplorare i quartieri di Old Tbilisi, la fortezza di Narikala e i bazar nascosti. Da lì, una notte a Kazbegi (Stepantsminda) permette di vedere la Chiesa di Gergeti al tramonto, un’esperienza che le guide di massa descrivono ma che perde il suo fascino se si arriva con un gruppo di escursionisti rumorosi. Proseguendo verso est, la regione di Kakheti offre vigneti e monasteri poco pubblicizzati; due giorni qui sono sufficienti per degustare vini auto‑prodotti e scoprire la piccola chiesa di Alaverdi, quasi invisibile sui percorsi turistici. Una tappa obbligata è Svaneti, dove il paesaggio montano è spettacolare ma l’accessibilità è limitata: le strade sono strette, le condizioni meteo imprevedibili e la segnaletica è quasi inesistente, quindi è fondamentale viaggiare con un’auto a trazione integrale o aderire a tour locali affidabili. Infine, una notte a Batumi, non tanto per le spiagge affollate, ma per il lungomare tranquillo e il mercato del pesce dove i pescatori vendono direttamente il pescato del giorno.
Una delusione ricorrente, non menzionata nelle brochure, è la scarsa connessione internet nelle zone di montagna. Anche se le città principali hanno reti 4G affidabili, una volta fuori dalle grandi arterie la copertura può scomparire del tutto, rendendo difficile aggiornare le mappe o contattare qualcuno in caso di emergenza. Un altro aspetto negativo è la gestione dei rifiuti in alcune località turistiche: è comune trovare sacchetti di plastica abbandonati lungo i sentieri, segnale di una gestione ambientale ancora in fase di sviluppo.
Un consiglio pratico che spesso sfugge alle guide: prendere il treno notturno da Tbilisi a Borjomi la mattina tardi, perché il biglietto costa meno di un pranzo medio in centro e, allo stesso tempo, si arriva a Borjomi al tramonto, quando le sorgenti termali sono meno affollate e si può godere di un bagno rilassante quasi in solitudine. Inoltre, per chi vuole davvero immergersi nella cultura locale, è meglio visitare il mercato di Avlabari a Tbilisi al di fuori dell’orario di punta; lì è possibile acquistare formaggi artigianali e pane appena sfornato direttamente dai produttori, a prezzi decisamente più onesti rispetto ai negozi turistici.
In sintesi, la Georgia nasconde un mosaico di esperienze autentiche dietro una facciata di itinerari standardizzati; con un budget medio, un po’ di flessibilità nei trasporti e la volontà di accettare qualche piccolo inconveniente, è possibile scoprire un paese che le guide tradizionali non osano raccontare.