Fez Marocco: dove dormire in ostelli economici e mangiare street food
Fez ha diversi ostelli economici nella medina e street food a prezzi stracciati, quindi è possibile alloggiare e mangiare senza prosciugare il portafogli. Io sono partito da Milano con un volo low‑cost per Casablanca, poi ho preso il bus diretto per Fez: la linea partiva dalla stazione degli autobus e impiegava circa tre ore, è il modo più semplice e barato per arrivare. In alternativa c’è il treno da Rabat, ma il bus è più frequente. Una volta in città il trasporto è per lo più a piedi, con qualche giro in petit taxi se serve spostarsi fuori dalla medina; i taxi non hanno tassametro ma si paga una tariffa fissa per la zona, quindi è bene concordare prima.
Il budget è decisamente economico se ci si ferma in ostelli della zona di Talaa Kebira o intorno al più grande Mercato di Derb Sultan. Gli ostelli più popolari sono un po' rumorosi, le finestre si aprono su cortili pieni di gente e a volte il condizionatore non funziona, ma il letto è comodo e la colazione è un semplice piatto di pane con marmellata locale. Il costo complessivo per una settimana di viaggio resta bassa, soprattutto se si cucinano occasionalmente i pochi ingredienti acquistati al mercato.
Per vedere le attrazioni principali servono almeno tre o quattro giorni: la Medersa Bou Inania, la Madrasa al-Attarine, le famose concerie di Chouara, la Moschea Karaouine e la piazza principale della medina. Con quattro giorni si copre bene il centro storico, e con un giorno extra si può fare una gita al sito romano di Volubilis o una visita al museo di Dar Batha. Se si vuole approfondire i vicini villaggi berberi, occorre più tempo, altrimenti un weekend è sufficiente.
Street food è dove Fez brilla. La cosa più economica ma gustosa è il "bocadito" di carne o pollo, servito in una pagnotta croccante da un chiosco dietro la moschea di Moulay Idriss. Il "harira" caldo, una zuppa di legumi e spezie, è venduto nei banchi del mercato alle 5 di mattina per un prezzo sorprendente, quasi due euro per una ciotola abbondante. Non perdervi gli "msemen", le crêpe a base di semola, e i "sfenj", bomboloni fritti che si trovano facilmente dietro la porta del Dar al-Makhzen. Per un dolce veloce provate le datteri ripieni di mandorle venduti da una signora che porta un cappello rosso; sono una bomba di energia e costano una frazione di quello che pagherebbe un turista in un ristorante.
Un aspetto negativo è l'odore di fogna che a volte riempie le strade più strette dell'old town, soprattutto dopo la pioggia. L'aria condizionata negli ostelli può essere assente o poco efficiente, quindi se il caldo è un problema è meglio portare un ventilatore portatile. Inoltre, la medina è un labirinto: è facile perdersi e ci sono pickpocket esperti, quindi è fondamentale tenere il portafoglio ben chiuso e avere una mappa cartacea a portata di mano, perché il segnale GPS è spesso debole tra le mura di pietra.
Un consiglio che non trovo nelle guide è: la mattina presto, verso le 6, andare al punto di osservazione sopra le concerie di Chouara. Il sole è ancora basso, la luce è perfetta per foto senza la folla, e si può anche comprare un tè alla menta da un venditore ambulante che ti offre una tazza gratuita se gli chiedi gentilmente. Un altro trucco è utilizzare il wifi gratuito della biblioteca dell'Università Al Quaraouiyine per scaricare le mappe offline e pianificare la giornata; il segnale è più forte lì che in qualsiasi ostello. In sintesi, Fez è un'opzione top per chi vuole un viaggio a budget ridotto, con un sacco di street food da assaggiare e un'atmosfera che ti resta impressa anche se ci sono qualche piccolo inciampo lungo la strada.