Cosa vedere e mangiare in 5 giorni a Fez: bazar, mestieri e spezie
In 5 giorni a Fez puoi vedere i bazar, i mestieri tradizionali e assaggiare le spezie più profumate. Io parto da Bologna in primavera, quindi prendo un volo low‑cost per Casablanca e da lì un treno diretto a Fez, che costa poco e arriva in circa quattro ore; in alternativa c’è un volo diretto per l’aeroporto di Fès‑Saïss, ma il prezzo è più alto e le coincidenze non sempre sono pratiche. Una volta in città, la rete di autobus urbani è economica, ma il modo più veloce per girare il centro storico è a piedi, perché le strade sono strette e il traffico di moto è costante. Per spostamenti più lunghi, come la visita alla bottega di ceramiche di Sefrou, conviene noleggiare una bicicletta o prendere un taxi condiviso, che non costa molto se si divide con altri viaggiatori.
Il budget che consiglierei è medio: un ostello nella medina costa intorno a 15‑20 € a notte, i pasti nei ristoranti di strada sono da 4 a 7 € per piatto, e le visite guidate opzionali (come la scoperta dei conciatori) si aggirano sui 10 €. Con queste cifre è possibile spendere giornalmente tra 30 e 45 €, includendo qualche souvenir di piccole dimensioni. Se si vuole risparmiare ancora, si può dormire in una pensione fuori dalle mura e mangiare nei mercati, ma allora il tempo necessario per gli spostamenti aumenta.
Cinque giorni è il tempo giusto per prendere la medina con calma: giorno 1 dedicato al Souk el‑Attarine, dove le spezie si mescolano a colori vividi; giorno 2 al quartiere dei conciatori di pelle, con la visita alla Chouara Tannery all’alba, quando l’odore è meno forte; giorno 3 al Palazzo di Dar Batha e al Museo di Arte Marocchina; giorno 4 una gita a Meknes, a circa un’ora di treno, per vedere la porta di Bab Mansour; giorno 5 libero per esplorare i laboratori degli artigiani di ceramica e legno, dove è possibile osservare la lavorazione in tempo reale.
Un aspetto negativo è la confusione dei vicoli: è facile perdersi senza una mappa dettagliata o una guida locale, e il caos del traffico di animali da soma può rallentare gli spostamenti. Inoltre, nella zona più turistica dei bazar i prezzi delle spezie sono gonfiati, quindi se si vuole portare a casa qualcosa di autentico è meglio andare a cercare i banchi più nascosti, dove i locali comprano.
Un consiglio che non trovi nelle guide è di fare colazione al piccolo chiosco dietro la Porta di Bab Boujloud, dove servono msemen ripieni di miele di eucalipto e una tazza di tè alla menta preparata con foglie di menta fresca raccolte il giorno stesso. Il posto è quasi sconosciuto ai turisti, i prezzi sono onesti e il sapore è davvero unico. Un altro trucco è di comprare le spezie nella parte posteriore del souk, dove i commercianti locali vendono in quantità più grandi a prezzi più bassi; chiedere “bzaa fen” (dove sono le spezie in marocchino) fa aprire la conversazione e si ottengono consigli su miscele personalizzate. In definitiva, con un piano flessibile, cinque giorni a Fez permettono di capire il ritmo della città, gustare le sue specialità e vedere come la tradizione dei mestieri si intreccia con la vita quotidiana.