Torres del Paine: trekking epico di 5 giorni tra ghiacciai e laghi
Il trekking di 5 giorni a Torres del Paine è davvero epico, tra ghiacciai scintillanti e laghi di un azzurro profondo. Parto da Bergamo con un volo per Santiago con scalo a Madrid o Roma, poi prendo il volo interno per Punta Arenas; da lì un autobus di circa tre ore mi porta a Puerto Natales, la porta d’ingresso al parco. Dentro il parco utilizzo i shuttle privati o i bus di servizio per raggiungere le porte dei sentieri, e cammino tutti i giorni con lo zaino da 20 kg.
Il budget lo colloco nella fascia medio: il volo intercontinentale è la voce più ingente, ma alloggio in rifugi e qualche bivacco consentono di contenere i costi; il cibo è stabile, soprattutto se si prevede di cucinare nei rifugi con gli ingredienti portati da casa. In totale, cinque giorni di cammino più una giornata di acclimatamento o visita al centro visita di Puerto Natales sono sufficienti per assaporare l’essenza del W trek, senza affrettarsi.
Un punto negativo degno di nota è il vento: nella zona del Mirador Base Torres può raggiungere venti da 80 km/h, rendendo l’ultimo tratto più faticoso di quanto si immagini e talvolta costringendo a fermarsi più a lungo per sicurezza. Inoltre, la segnaletica nei tratti più remoti è a volte confusa, perciò è utile avere una mappa cartacea dettagliata a portata di mano.
Un consiglio poco citato nelle guide è quello di programmare la visita al Lago Grey all’alba; la luce mattutina colpisce il ghiaccio creando un gioco di colori impossibile da replicare nel pomeriggio, e il numero di escursionisti è più contenuto, così da godere di una tranquillità rara. Infine, porto sempre una borraccia termica riutilizzabile e un filtro a sacchetto: le fonti d’acqua sono pure, ma le bottiglie di plastica sono vietate nei campi, e avere la possibilità di filtrare l’acqua riduce notevolmente il peso dello zaino.