Hokkaido in 5 giorni: onsen, natura selvaggia e cucina locale
Hokkaido in 5 giorni è fattibile: onsen, natura selvaggia e cucina locale si possono accorpare in un itinerario che non richiede più di una settimana di pausa.
Io ho iniziato il viaggio prendendo un volo low‑cost per l’aeroporto di New Chitose, poi ho preso il Limited Express “Kamui” verso Sapporo; il treno è comodo, puntuale e permette di ammirare le prime colline coperte di neve residua. Per gli spostamenti più remoti ho noleggiato un'auto compatta: la rete di autostrade è buona, i parcheggi in città sono facili da trovare e la libertà di fermarsi dove si vuole è decisiva per esplorare i parchi nazionali. In alternativa, i bus intercity collegano Sapporo a Hakodate, Asahikawa e la penisola di Shiretoko senza problemi, ma richiedono un po’ più di programmazione.
Il budget è medio: si può contenere la spesa scegliendo ostelli o capsule hotel a Sapporo e ryokan più economici nelle zone onsen; i pasti variano da bento nei konbini a sushi di alta qualità nei mercati del pesce, ma non è necessario spendere cifre da capogiro per assaporare ramen di miso o crudi di granchio. Un’esperienza sorprendente è il “Kushiro Ice Museum” dove il biglietto è quasi simbolico, ma la visita è davvero suggestiva.
Il tempo a disposizione è ottimale per dividere le giornate così: due in Sapporo (mercato Nijo, Sapporo Beer Museum, onsen di Jozankei), una a Asahikawa per lo zoo e il Monte Asahi, due nella zona di Shiretoko (camminata in kayak, visita al faro e osservazione di orsi bruni). Ho scoperto che il parco è più accessibile con le prime ore del mattino: i bus scolastici della zona partono alle 6:30 e consentono di raggiungere i punti di osservazione prima che i tour di gruppo affollino la zona.
Un aspetto negativo è la segnaletica in inglese ancora scarsa nei piccoli villaggi: a volte è necessario chiedere indicazioni ai residenti, che però sono generalmente cordiali. Inoltre, in alta stagione (fine primavera) le onsen più famose possono richiedere prenotazione anticipata, altrimenti si rischia di attendere ore in fila.
Un consiglio che non trovo nelle guide è di sperimentare il “yuzu kosho” artigianale venduto nei piccoli negozi di Hakodate; è una pasta di peperoncino e agrumi che trasforma anche il più semplice ramen in un piatto memorabile.
Con questa impostazione il viaggio risulta equilibrato, immersivo e gestibile senza stress eccessivo, lasciando spazio per assaporare la quiete delle sorgenti termali e la selvaggia bellezza dei paesaggi settentrionali.