Mexico City 48 ore: itinerario gastronomico e culturale
Mexico City in 48 ore è possibile assaporare sia lo street food più autentico che i musei più rappresentativi, a patto di tenere alta l’energia e di usare i mezzi pubblici con intelligenza. Parto da Bari con un volo diretto verso l’aeroporto di Benito Juárez; una volta atterrato, la linea 5 della metropolitana porta subito al centro, ed è la scelta più economica e veloce per evitare il traffico mattutino. Il budget consigliato è medio: alloggio in un boutique hotel di zona Condesa, pasti che alternano tacos da bancarella a ristoranti di cucina contemporanea, e qualche ingresso a museo senza spendere una fortuna. Per due giorni completi serve arrivare la mattina del primo giorno e partire nel pomeriggio del secondo, così da coprire il mercato di La Merced, il Museo Frida Kahlo, il Centro Histórico e una passeggiata nei giardini di Chapultepec. Una delusione che è difficile nascondere è la confusione dei cartelli in spagnolo nei mercati più piccoli, dove spesso si finisce per comprare cibo scaduto o ingredienti di scarsa qualità. Un trucco poco citato nelle guide è prendere il tram 1 fino a la fermata “Portales” e poi camminare verso il mercato di San Juan, dove si trovano le migliori ostriche fresche a prezzi ragionevoli e una selezione di formaggi artigianali messicani che raramente compaiono nei percorsi turistici. Un altro spunto da non perdere: il rooftop bar di Casa del Lago offre una vista panoramica sul lago di Chapultepec mentre si assapora un mezcal con una piccola porzione di chapulines, una combinazione che pochi viaggiatori hanno il coraggio di provare. In sintesi, con un piano d’azione ben definito e la consapevolezza delle ore di punta, 48 ore a Città del Messico permettono di assaporare la sua anima culinaria e culturale senza rimpianti.