Bangkok templi nascosti: itinerario di 3 giorni fuori dalle guide
Bangkok offre diversi templi nascosti che si possono visitare in tre giorni al di fuori dei soliti circuiti turistici. Io ho pianificato un itinerario che parte dal centro e segue i canali meno battuti, lasciandosi guidare più dal flusso dei residenti che da brochure cartacee. Il budget è di media categoria: si può gestire con ostelli e street food, ma includere qualche pasto in ristoranti a tema per assaporare la cucina locale rende l’esperienza più ricca.
Arrivare a Bangkok è semplice: volo diretto da Roma atterra all’aeroporto di Suvarnabhumi; dalla stazione ferroviaria di Hua Lamphong è possibile prendere il Airport Rail Link per risparmiare tempo. Una volta in città, il modo più efficace per spostarsi è combinare BTS Skytrain, barche dei canali (klong) e i famosi songthaew rossi; tutti questi mezzi hanno tariffe molto contenute e consentono di passare da un tempio all’altro senza perdere troppi minuti in traffico.
Giorno 1: inizio con Wat Ratchabophit, il “templo d’oro” poco pubblicizzato, situato vicino al Grand Palace. Il suo mosaico di marmo è sorprendente e la visita richiede circa un’ora e mezza. Proseguo a piedi verso Wat Ratchapradit, dove l’architettura neoclassica è quasi invisibile ai turisti. Dopo pranzo in un mercato locale, prendo la barca dal molo di Tha Chang per raggiungere Wat Arun, ma invece di salire sulla conosciuta torre, scendo nella piccola cappella laterale dove i monaci mantengono una collezione di statue di bronzo del XIX secolo; qui bastano 45 minuti.
Giorno 2: la mattina presto, prendere il ferry dal molo di Tha Phra Chan per chiudere il circuito dei canali. Lì si trova Wat Bang Luang, un tempio galleggiante che conserva murales dipinti a mano da artisti locali. Dopo aver esplorato il mercato dei frutti di mare, cammino verso Wat Prayoon, famoso per il suo chedi a forma di loto, ma spesso trascurato: la vista dalla terrazza è impagabile e richiede circa un’ora. Il pomeriggio si conclude a Wat Mahathat (il “templo dei treni”), dove la statua del Buddha è nascosta sotto una cupola di ferro, accessibile solo attraverso un piccolo corridoio.
Giorno 3: dedicato al lato più rurale della città. Prendo un bus locale dalla stazione di Mo Chit verso il quartiere di Bang Kapi, dove si trova Wat Rakhang (Il tempio del suono). È un po’ fuori rotta, ma il bus è economico e i monaci offrono una breve cerimonia di benedizione. Nel pomeriggio, visita finale a Wat Khuha Sawan, un piccolo complesso nascosto dietro un palazzo di plastica dove i visitatori raramente si fermano; la quiete è quasi totale, e basta una mezz’ora per respirare l’atmosfera di un Bangkok che pochi conoscono.
Un aspetto negativo è la difficoltà di trovare segnaletica adeguata: molti di questi templi non hanno indicazioni in lingua inglese, quindi è utile scaricare una mappa offline dei klong prima di partire. Un altro inconveniente è l’umidità invernale, che rende i pavimenti di legno scivolosi; per questo consiglio di indossare scarpe con suola antiscivolo e di portare un fazzoletto di stoffa per asciugare le mani dopo aver toccato le statue sacre. Infine, un suggerimento poco divulgato: chiedere al custode del Wat Bang Luang di aprire la piccola porta laterale che conduce a un giardino zen privato; è un angolo di tranquillità che non appare in nessuna guida turistica.