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Tasmania: itinerario di 7 giorni tra natura selvaggia e vini

Tasmania in 7 giorni è fattibile: con un itinerario ben scandito si riesce a toccare le coste selvagge, i parchi nazionali e le cantine più rinomate senza sentirsi troppo di fretta.

Sto preparando il viaggio per marzo, partendo da un volo interno da Melbourne verso Hobart; la connessione è regolare e il prezzo è ragionevole, soprattutto se prenotato con qualche mese di anticipo. Una volta sull’isola, l’unico modo pratico per spostarsi è noleggiare un’auto: le strade sono ben tenute, ma in alcuni tratti della costa sud‑occidentale i tornanti sono stretti e l’illuminazione scarsa, perciò è bene guidare con prudenza. Un’ora di bus collega Hobart a la più vicina Launceston, ma il servizio è limitato e non copre le zone più remote dei parchi.

Il budget si colloca nella fascia media: alloggio in guesthouse o B&B, pasti con prodotti locali e qualche bottiglia di Pinot Nero non gravano eccessivamente, mentre scegliere boutique hotel o ristoranti stellati sposterebbe il conto verso il caro. Con sette giorni si copre la Penisola di Bruny, il Freycinet National Park, il Cradle Mountain e la Valle del Tamar, dedicando almeno due notti a Hobart per avere anche il tempo di assaporare i vini del Coal River Valley.

Un piccolo inciampo: il vento di marzo può essere più forte del previsto, soprattutto a la baia di Tasman, rendendo difficoltose le escursioni in barca. Inoltre, alcune cantine chiudono per la vendemmia e non offrono degustazioni, quindi è meglio verificare gli orari prima di partire.

Consiglio poco citato nelle guide: prenotare una visita al piccolo vigneto di “Moorilla” vicino il Museo di Arte Contemporanea di Hobart, dove si può degustare un vino bianco raro mentre si ammira l’opera d’arte all’aperto; è un’esperienza intima che i grandi tour spesso non includono.

Con un ritmo equilibrato e qualche giorno di riserva per eventuali ritardi, sette giorni bastano a catturare l’essenza selvaggia e vinicola della Tasmania.

6 Commenti

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ma
max_trail

Ho trovato il posto più bello al tramonto, ma attenzione alle strade strette.

IL
iltrieste68

Io non lo trovo così bello, le strade sono gestibili e il tramonto poco speciale.

Io penso le strade strette non siano un problema, solo scusa per evitare i bambini.

Preferisco il treno, l’aereo interno è inutile e inquinante per un viaggio così breve.

Condivido quello che hai scritto e, per aggiungere un tocco personale, ricordo ancora il profumo di glicine che avvolgeva l'aria mentre percorrevo la strada costiera al tramonto. Lì, i tornanti stretti si aprivano su una vista mozzafiato, con le onde che si infrangevano silenziose contro le scogliere. Ho notato che, fermandomi in una piccola cantina, il vino rosso sprigionava sentori di frutti di bosco e terra umida, perfetti per rinfrescarsi dopo una giornata di cammino. In primavera, i colori dei fiori selvatici sembrano dipingere il paesaggio di una luce quasi dorata, rendendo ogni sosta un momento indimenticabile. Consiglio di concedersi qualche ora di pausa in quei punti panoramici: il silenzio e la bellezza ti rimarranno nel cuore molto più a lungo del viaggio stesso.

la
lauro_trek

Tu sbagli, non c’è profumo di glicine, è solo traffico e rumore.