Tasmania in primavera: dove fare trekking tra foreste e coste
Tasmania in primavera è ideale per fare trekking tra foreste e coste: il clima è mite, le giornate si allungano e i sentieri sono ancora fioriti. Sto organizzando il viaggio e ho mappato le tappe più interessanti. Il budget si colloca in una fascia medio, con qualche spesa extra se si decide di dormire nei rifugi più remoti o di noleggiare attrezzatura specialistica. L’arrivo avviene di solito con un volo interno da Melbourne o Sydney verso Hobart, poi il modo più comodo per spostarsi è noleggiare un’auto: le strade sono ben tenute, i bus locali sono poco frequenti e i punti di partenza dei percorsi più famosi non hanno collegamenti pubblici. Per chi ha più tempo, due settimane consentono di percorrere l’Overland Track, il Bay of Fires coastal walk e il Tarkine rainforest loop senza correre. Una settimana è il minimo per vedere solo la zona sud‑ovest, ma per assaporare davvero la varietà è meglio allungare il soggiorno.
Una delusione ricorrente è il meteo: anche se in primavera le temperature sono piacevoli, le piogge improvvise possono chiudere i ponti sul Lake St. Clair e rendere impraticabili i tratti più esposti. Un’altra piccola frustrazione è la scarsità di segnaletica in alcune aree remote del Tarkine; è facile perdersi se non si porta una mappa cartacea aggiornata.
Un consiglio che non trovo nelle guide è di partire all’alba dal parcheggio di Cape Grim per fare un breve “birdwatching sprint” sui promontori; il silenzio è surreale e si avvista una colonia di pulcinelle di mare che scompare rapidamente con la luce del giorno. Inoltre, portare un caricatore solare portatile è una mossa azzeccata: molte capanne non hanno corrente e la batteria del cellulare si scarica in un attimo, soprattutto con le foto notturne dei cieli stellati.