Paraty nascosta: tra architettura coloniale e baie incontaminate
Paraty è un gioiello nascosto dove l’architettura coloniale si fonde con baie incontaminate. Scrivo da Bari, mentre programmo un viaggio per la primavera. Il periodo ideale per arrivare è tra aprile e maggio, quando le piogge sono ancora ridotte e il mare è già caldo abbastanza da fare il bagno. Per raggiungerla occorre volare a Rio de Janeiro, poi prendere un autobus notturno diretto a Paraty; il tragitto dura circa otto ore e il biglietto costa poco, rendendo la soluzione economica se si prenota con anticipo. Una volta in città, camminare è il modo migliore per spostarsi: le strade acciottolate del centro storico sono pedonali e le barche a remi consentono di esplorare le piccole insenature lungo la costa.
Un soggiorno di tre‑quattro giorni è sufficiente per visitare la Città Storica, il Museo di Arte Sacra, la passeggiata lungo la Mura da Vila e due o tre baie più isolate come a Praia do Sono o a Saco do Mamanguá. Il budget complessivo si colloca nella fascia medio: alloggio in pousada con colazione, pasti a base di pesce fresco in taverne locali e qualche escursione in kayak non pesano troppo, ma non sono neanche stracciati.
Una delusione comune è la moltitudine di turisti durante le festività locali; le strade si riempiono e le boutique artigianali aumentano i prezzi. Inoltre, la fama della “baia cristallina” di Trindade è spesso una trappola di affollamento, con acque più torbide del previsto. Un consiglio che le guide tradizionali non menzionano: prendere il sentiero che parte dal molo di Paraty verso il faro di Ponta do Sossego al tramonto; la vista sulla scogliera illuminata dal sole è riservata a chi cammina lentamente e non si ferma nei bar più turistici. Un piccolo dettaglio: portare una borraccia filtrante permette di rifornirsi d’acqua dolce dai piccoli ruscelli lungo il percorso, evitando di comprare bottiglie costose.