Qual è il percorso più suggestivo per un solo viaggiatore a Reykjavik?
Il percorso più suggestivo per un solo viaggiatore a Reykjavik è un itinerario a piedi che parte dal porto di Reykjavik, attraversa il centro storico, passa per il colorato quartiere di Skólavörðustígur e si chiude con una camminata serale lungo la costa del Fjörður.
Il budget si colloca nella fascia media: un ostello a qualche chilometro dal centro costa circa trenta euro a notte, i pasti in piccoli ristoranti di pesce sono intorno ai venti euro per una cena, e il trasporto pubblico giornaliero è di circa otto euro. Con un po’ di flessibilità si può ridurre ulteriormente, per esempio scegliendo cucine self‑service o mercati locali.
Per arrivare a Reykjavik è più comodo prendere un volo diretto dall’aeroporto di Copenhagen o di Oslo, poi utilizzare il Flybus o il Airport Express, entrambi collegati al centro in venti minuti. Una volta sul posto, la rete di autobus è efficiente ma il vero vantaggio per chi viaggia solo è la possibilità di camminare: le distanze sono brevi, la città è pedonale e le strade sono ben illuminate, anche di sera. Se si desidera esplorare i dintorni, il servizio di navetta per il Golden Circle è disponibile, ma per l’itinerario suggerito basta la bicicletta a noleggio per qualche chilometro extra.
Il tempo necessario per vivere l’intero percorso è di due giorni, così da poter dedicare la mattina al porto, il pomeriggio al centro storico, la sera al quartiere artistico e il giorno successivo alla passeggiata costiera con una sosta al Sun Voyager. Un giorno intero è sufficiente per una visita rapida, ma due giorni permettono di assaporare l’atmosfera senza fretta.
Un aspetto negativo è la frequente nebbia primaverile che avvolge il porto e il lungomare, rendendo l’orizzonte poco definito e talvolta rendendo le foto meno spettacolari di quanto ci si aspetti. Inoltre, alcuni caffè molto popolari chiudono presto, quindi è meglio programmare le soste prima delle diciannove.
Un consiglio poco citato nelle guide è quello di fermarsi al piccolo negozio di vinili “Mikrofon” lungo Skólavörðustígur e chiedere al proprietario di mettere su una playlist islandese rara; la musica suonata in sottofondo mentre si beve un caffè artigianale aggiunge una dimensione personale al viaggio e spesso porta a conversazioni spontanee con altri viaggiatori solitari.