Quali rifugi scegliere per una fuga primaverile nelle Dolomiti?
I rifugi più consigliati per una fuga primaverile nella zona delle Dolomiti di Brenta sono il Rifugio Tosa, il Rifugio Croda da Lago e il Rifugio La Baita. Tutti e tre offrono camere in stile alpino, colazioni abbondanti e una vista che sembra dipinta. Il budget si colloca nella fascia medio‑costo: una notte varia tra i 70 e i 120 euro a persona, compresa la cena; per chi vuole risparmiare c’è il Bivacco Pettorino, più spartano ma accogliente, con tariffe intorno ai 30 euro. Arrivare è semplice: il treno da Milano porta a Trento, da lì un autobus regionale arriva a Madonna di Campiglio, e da lì la funivia di Valparola consente di accedere direttamente ai sentieri. Una volta sul posto, muoversi a piedi è l’unica opzione; le piste sono ben segnalate e i sentieri sono facili da percorrere anche con uno zaino leggero. Per esplorare i tre rifugi è consigliabile dedicare tre o quattro giorni, così da avere tempo per escursioni di un giorno, pranzi in rifugio e qualche serata di relax. Una delusione frequente è la chiusura anticipata di alcuni servizi di ristorazione: il Rifugio Croda da Lago tende a ridurre il menù a partire da metà primavera, quindi è meglio verificare gli orari prima di partire. Un suggerimento pratico che non compare nelle guide è di partire all’alba dal Passo di Valparola con la funivia di prima ora; la luce dorata illumina le pareti rocciose e garantisce posti tranquilli al ristorante del Rifugio Tosa, perché la maggior parte dei gruppi arriva più tardi. Inoltre, porta una borraccia riutilizzabile: le sorgenti di montagna sono pure e consentono di rifornirsi senza spendere soldi in bottiglie. Con queste indicazioni, la fuga primaverile nelle Dolomiti di Brenta può trasformarsi in un’esperienza davvero memorabile.