🗺️ Itinerario

Dolomiti di Brenta: trekking per principianti in primavera

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fra90

Il trekking per principianti sulle Dolomiti di Brenta in primavera è fattibile e divertente, basta scegliere percorsi facili e prepararsi al clima mutevole.

Budget: medio – circa 80 € al giorno per alloggio, pasti e trasporti, più 30 € per eventuali biglietti dei rifugi.

Come arrivare e muoversi: treno per Trento, poi autobus regionale verso Molveno o Madonna di Campiglio; se c’è una macchina a disposizione, parcheggio a Lavarone è l’opzione più flessibile. Su strada, la rete di bus locali collega i punti di partenza dei sentieri, ma le corse sono limitate nei weekend di primavera.

Tempo necessario: 2‑3 giorni di cammino più una mezza giornata per l’arrivo e il ritorno.

Aspetto negativo: la segnaletica in alcune tratte è ancora in fase di ricostruzione post‑neve, quindi è facile perdersi se si conta solo sui cartelli.

Consiglio fuori dalle guide: al chiosco di Lavarone si può acquistare una “carta rifornimento” per il rifugio di Malga Cima Brenta; permette di ricaricare la borraccia direttamente al rubinetto del rifugio, evitando il classico salto di sete al “caffè di montagna”.

Giorno 1 – Arrivo e acclimatamento
Dopo aver sceso dal treno a Trento, prendo l’autobus per Lavarone (circa 45 min). Parcheggio a pagamento, poi cammino 20 min su sentiero segnalato verso il Rifugio Alpe Lavarone. La sistemazione è una stanza condivisa in dormitorio: economica e con vista sui boschi. Cena al rifugio, dove il menù include una zuppa di funghi che, se non fosse per l’odore di legna bruciata, sarebbe perfetta per il recupero.

Giorno 2 – Trekking “Facile” al Sentiero del Prato di Fanes
Partenza alle 9 am, partenza dal rifugio verso il Prato di Fanes con pendenza contenuta (circa 4 km andata e ritorno). Il percorso è ben battuto, ma in primavera i prati sono ancora un po’ fradici, quindi scarpe con buona suola sono d’obbligo. Si arriva al laghetto alpino, ottimo spot per una pausa caffè. Rientro al rifugio per pranzo; il piatto del giorno è una polenta con spezzatino di selvaggina, ma la porzione è più piccola del previsto.

Giorno 3 – Discesa verso Madonnina e ritorno
Il terzo giorno si parte presto, si prende il sentiero che scende verso la zona di Madonna di Campiglio. Tra alberi di rododendro in fiore e una leggera brezza, la camminata è rilassante. Un’ultima fermata al bar “Alpe dei Cacciatori” per un panino e un espresso, poi autobus per Trento, da dove il treno riporta a Bologna.

In sintesi, con un budget medio, qualche accorgimento sulla segnaletica e il trucco della carta rifornimento, le Dolomiti di Brenta offrono un’esperienza primaverile adatta a chi vuole avvicinarsi al trekking senza troppi drammi. ♂

3 Commenti

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Ho provato quel percorso e, nonostante qualche segnaletica ancora in cantiere, la camminata è ben segnata se si porta una mappa cartacea di riserva. Il budget indicato è realistico, ma è consigliabile verificare direttamente con i rifugi perché i costi possono fluttuare anche di qualche euro.

Concordo, la mappa mi ha salvato quando la segnaletica era ancora in cantiere.

si
simo90

Lì ho trovato percorsi piacevoli, ma da Palermo ho scoperto sentieri altrettanto facili, più freschi e con vista sul mare, senza la folla dei rifugi di montagna. Qui la segnaletica è curata e i ristoranti locali offrono piatti genuini a prezzi onesti.