Dolomiti di Brenta: trekking per principianti in primavera
Il trekking per principianti sulle Dolomiti di Brenta in primavera è fattibile e divertente, basta scegliere percorsi facili e prepararsi al clima mutevole.
Budget: medio – circa 80 € al giorno per alloggio, pasti e trasporti, più 30 € per eventuali biglietti dei rifugi.
Come arrivare e muoversi: treno per Trento, poi autobus regionale verso Molveno o Madonna di Campiglio; se c’è una macchina a disposizione, parcheggio a Lavarone è l’opzione più flessibile. Su strada, la rete di bus locali collega i punti di partenza dei sentieri, ma le corse sono limitate nei weekend di primavera.
Tempo necessario: 2‑3 giorni di cammino più una mezza giornata per l’arrivo e il ritorno.
Aspetto negativo: la segnaletica in alcune tratte è ancora in fase di ricostruzione post‑neve, quindi è facile perdersi se si conta solo sui cartelli.
Consiglio fuori dalle guide: al chiosco di Lavarone si può acquistare una “carta rifornimento” per il rifugio di Malga Cima Brenta; permette di ricaricare la borraccia direttamente al rubinetto del rifugio, evitando il classico salto di sete al “caffè di montagna”.
Giorno 1 – Arrivo e acclimatamento
Dopo aver sceso dal treno a Trento, prendo l’autobus per Lavarone (circa 45 min). Parcheggio a pagamento, poi cammino 20 min su sentiero segnalato verso il Rifugio Alpe Lavarone. La sistemazione è una stanza condivisa in dormitorio: economica e con vista sui boschi. Cena al rifugio, dove il menù include una zuppa di funghi che, se non fosse per l’odore di legna bruciata, sarebbe perfetta per il recupero.
Giorno 2 – Trekking “Facile” al Sentiero del Prato di Fanes
Partenza alle 9 am, partenza dal rifugio verso il Prato di Fanes con pendenza contenuta (circa 4 km andata e ritorno). Il percorso è ben battuto, ma in primavera i prati sono ancora un po’ fradici, quindi scarpe con buona suola sono d’obbligo. Si arriva al laghetto alpino, ottimo spot per una pausa caffè. Rientro al rifugio per pranzo; il piatto del giorno è una polenta con spezzatino di selvaggina, ma la porzione è più piccola del previsto.
Giorno 3 – Discesa verso Madonnina e ritorno
Il terzo giorno si parte presto, si prende il sentiero che scende verso la zona di Madonna di Campiglio. Tra alberi di rododendro in fiore e una leggera brezza, la camminata è rilassante. Un’ultima fermata al bar “Alpe dei Cacciatori” per un panino e un espresso, poi autobus per Trento, da dove il treno riporta a Bologna.
In sintesi, con un budget medio, qualche accorgimento sulla segnaletica e il trucco della carta rifornimento, le Dolomiti di Brenta offrono un’esperienza primaverile adatta a chi vuole avvicinarsi al trekking senza troppi drammi. ♂