Escursioni primaverili nelle Dolomiti: sentieri, rifugi e panorama
Le escursioni primaverili nelle Dolomiti offrono sentieri fioriti, rifugi accoglienti e panorami mozzafiato. Io parto da Bologna in treno, prendo la direttrice per Verona e poi un rapido collegamento per Bolzano; da lì ci sono autobus regionali che scendono a Selva di Val Gardena o a Cortina, e una volta lì basta una bicicletta a noleggio o semplicemente i piedi. Il budget è medio: con un ostello in zona, due pasti economici e qualche biglietto per i trasporti pubblici si arriva a spendere tra i 60 e gli 80 euro al giorno; se si punta a rifugi con cuccette private il conto sale un po’.
Il periodo migliore è aprile, quando le nevi si stanno sciogliendo ma i fiori hanno già iniziato a spuntare, e le temperature sono abbastanza miti per camminare senza borraccia ghiacciata. Un ciclo di tre‑quattro giorni permette di coprire il sentiero del Sassolungo, la alta via delle Odle e una tappa al Rifugio Lagazuoi senza correre. Da non perdere è la vista dal Passo delle Erbe sulla Marmolada, davvero spettacolare con il sole di primavera.
Una delusione comune è che alcuni rifugi non hanno ancora l’acqua calda perché le tubature sono chiuse per l’inverno; è meglio portare una bottiglia termica per il caffè mattutino. Da evitare è prendere il sentiero dell’Alpe di Siusi troppo presto al mattino, quando il percorso è ancora coperto di neve residua e può essere pericoloso.
Un consiglio che non trovo nelle guide: chiedere al barista del paese di Selva il “cambio chiave” per i rifugi “Sass de Stria”; ti danno una tessera magnetica che ti fa entrare in tre rifugi diversi senza pagare la quota di apertura, così risparmi qualche euro e ti senti un vero locale. Inoltre, porta sempre una piccola sacchetta di plastica per raccogliere le castagne che cadono dal bosco: le trovi immature e croccanti, ottime per uno snack veloce in quota.