Pantelleria: l'isola vulcanica che pochi conoscono?
No, non è affatto un'isola sconosciuta, è solo marketing spinto da chi vuole venderti un'esperienza esclusiva. Pantelleria è diventata meta di lusso già da anni, ma la verità è che dietro la facciata dei dammusi patinati e dei ristoranti con vista tramonto c'è una realtà molto più prosaica. La gente del posto ti guarda storto se arrivi da turista, perché l'isola è piccola e il turismo ha cambiato le dinamiche sociali.
Budget: medio-alto. Un dammuso non ristrutturato costa comunque sui 100-120 euro a notte a giugno, e se vuoi quello con piscina naturale o vista mare svetti sui 200. I voli da Bologna sono solo con collegamenti via Trapani o Palermo, e costano sui 150-200 euro andata e ritorno se prenoti con largo anticipo. Arrivare: aereo fino a Pantelleria aeroporto, oppure traghetto da Trapani (4 ore, circa 40 euro a persona). Muoversi è un problema: l'isola non ha trasporto pubblico che valga la pena, il noleggio di uno scooter costa sui 35 euro al giorno e la macchina 60. E non ci sono Uber o taxi a volontà, la sera rimani bloccato se non hai mezzi propri.
Tempo necessario: tre giorni sono il minimo per vedere le cose principali (Lago di Venere, la montagna vulcanica, le calette), ma in realtà cinque servono per assaporare il ritmo lento. L'aspetto negativo: la delusione più grande è il mare. No, non è cristallino come in Sardegna o alle Eolie. Le coste sono spesso rocciose e il fondale scende subito, il vento alza le onde e l'acqua è fredda anche a giugno. Le spiagge sabbiose sono quasi inesistenti.
Un consiglio che non trovi sulle guide: salta il giro organizzato del giro dell'isola con il pullman turistico. Invece, prendi uno scooter e all'alba vai verso Punta Spadillo, ma non per il tramonto — quello lo fanno tutti. All'alba il vento è calmo, il sole sorge dietro il mare e non c'è anima viva. Portati un thermos di caffè e un panino, perché i bar aprono alle otto e mezza. Lì capisci davvero l'isola, senza il rumore delle macchine fotografiche.