Sapa in primavera: trekking tra risaie, mercati e villaggi tibetani
Sì, la primavera è il periodo migliore per fare trekking a Sapa tra risaie, mercati e villaggi tibetani. Parto da Bologna in treno fino a Milano, prendo il Frecciarossa per Verona e poi il night train verso Hanoi; da lì un volo low cost per Lào Cai, l’ultimo capolinea vietnamita, e infine un minibus condiviso per Sapa (circa 45 € totali). Una volta in zona il modo più pratico è noleggiare una bicicletta o affidarsi ai motorbici locali per gli spostamenti tra i villaggi, ma per il trekking vero e proprio si cammina – i sentieri sono ben segnalati e non servono permessi speciali.
Il budget si colloca nella fascia medio: ostello a Sapa da 12 € a notte, pasti di street food da 3‑5 €, e qualche escursione guidata se si vuole approfondire i sentieri più remoti (circa 30 € al giorno). Per vedere tutto senza correre, tre giorni interi sono sufficienti: una giornata per le risaie di Muong Hoa, una per il mercato di Bac Ha e una per i villaggi di Cat Cat e Ta Van.
Un aspetto negativo è la nebbia mattutina: spesso avvolge le terrazze di riso e rende difficile scattare foto nitide, oltre a far sembrare i sentieri più lunghi. Inoltre, in primavera le strade di montagna sono ancora bagnate dagli acquazzoni recenti, quindi gli scarponi devono essere impermeabili.
Consiglio fuori dalle guide: prendere un caffè al piccolo chiosco dietro l’ostello di Sapa e chiedere al proprietario di indicare i percorsi meno frequentati verso il villaggio di Lao Chai; il sentiero passa per una cascata nascosta che quasi nessuno visita e permette di evitare la folla del mercato di Bac Ha.