Qual è il vero volto nascosto del Paraty in Brasile?
Il vero volto nascosto di Paraty è la vita quotidiana dei pescatori che, all’alba, riempiono le barche colorate del porto antico e si scambiano storie tra reti e sagome di mangrovie. Io ho scoperto questo aspetto navigando le acque tranquille del Rio da Rio de Janeiro, prendendo un pullman notturno di media fascia che lascia il centro città intorno a mezzanotte; il viaggio dura circa tre ore e costa poco, quindi il budget complessivo si colloca nella metà medio‑economica, con sistemazioni in guesthouse a prezzi contenuti e qualche pasto di strada a base di moqueca. Una volta arrivati, il modo migliore per muoversi è a piedi per le stradine inciottolate del centro storico, e in bicicletta o con i piccoli pescherecci per gli angoli più isolati della baia; i traghetti locali permettono di raggiungere le isole vicine senza spendere una fortuna. Per assaporare davvero l’anima di Paraty servono almeno tre giorni, così da poter esplorare sia il centro restaurato sia i sentieri forestali che collegano le cascate meno conosciute. L’aspetto negativo è la presenza di guide turistiche insistenti nella zona del Forte Defensor, dove i prezzi dei souvenir salgono artificialmente e l’autenticità si perde. Un consiglio che non troverai nelle guide è quello di alzarsi molto prima il mattino e attendere al molo di “Ponta do Obelisco” quando i pescatori scaricano il pescato: si possono comprare i frutti di mare più freschi a prezzi onesti e, allo stesso tempo, osservare un rituale di lavoro che pochi turisti hanno la pazienza di vedere.