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Polignano a Mare in primavera: cucina di mare, grotte e sentieri

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Polignano a Mare in primavera è perfetto per chi ama la cucina di mare, le grotte spettacolari e i sentieri panoramici. Il clima mite, con temperature intorno ai venti di primavera, rende le passeggiate lungo la scogliera davvero piacevoli, mentre il mare ancora conserva quel colore turchese che ispira i piatti di pesce più freschi.

Il budget si colloca nella fascia media: un pernottamento in un B&B di buona qualità costa tra i 70 e i 100 euro a notte, i pasti nei ristoranti di mare variano da 20 a 35 euro per un menù completo, e i trasporti si mantengono entro i 15 euro al giorno se si utilizza il treno regionale e l’autobus locale. Con qualche accorgimento, come scegliere un alloggio un po’ più distante dal centro o pranzare in una trattoria di quartiere, è possibile contenere i costi senza rinunciare alla qualità.

Arrivare è semplicissimo: da Milano si prende il treno Frecciarossa o Italo fino a Bari, con una sosta di circa tre ore e mezza, poi un treno regionale verso Polignano a Mare che impiega altri 20 minuti. In alternativa, l’auto è una buona opzione se si desidera esplorare gli itinerari costieri; l’autostrada A14 collega direttamente con la zona e il parcheggio più comodo si trova fuori dal centro, a pagamento, ma è ben segnalato. Una volta in città, il centro storico è praticamente pedonale, quindi camminare è il modo migliore per muoversi. Per gli spostamenti più lunghi, il servizio di autobus locale collega le principali spiagge e i punti di partenza dei sentieri. Ho provato anche una bici a noleggio elettrico: è stata una soluzione pratica per coprire la distanza tra la zona del porto e la parte alta della città, dove le vie si aprono su terrazze con vista sul mare.

Il tempo ideale per assaporare tutto quello che Polignano ha da offrire è di due‑tre giorni. Un giorno è sufficiente per esplorare il centro, assaggiare le specialità di pesce e scoprire le grotte più famose con il tour in barca. Un secondo giorno si dedica ai sentieri costieri, come quello che parte da Piazza Aldo Moro e segue la costa verso la Baia dei Martiri, offrendo scorci mozzafiato e piccole insenature dove fermarsi a fare il bagno. Un eventuale terzo giorno può essere dedicato a una visita più tranquilla alle grotte meno frequentate e a una gita al vicino Alberobello per una pausa culturale.

Una delusione che ho riscontrato riguarda la densità di turisti nei punti più iconici, soprattutto nella zona del ponte e del centro storico, dove i ristoranti più famosi si riempiono rapidamente e i prezzi salgono leggermente rispetto a quello che ci si aspetta in primavera. Inoltre, il parcheggio in zona è limitato e può richiedere un po’ di ricerca, soprattutto nei fine settimana. Un’altra piccola pecca è la mancanza di segnaletica per alcuni sentieri secondari: senza una buona mappa o l’aiuto di un’app locale, è facile perdersi o saltare dei tratti interessanti.

Un consiglio poco citato nelle guide è quello di fare colazione nella piccola pasticceria dietro la chiesa di San Vito, dove il proprietario, ex pescatore, prepara frittelle di pesce leggero e una focaccia con pomodorini freschi del giorno. Dopo colazione, è possibile scendere verso il mare e prendere una barca privata dal molo di Cala Paura, che parte ogni mezz'ora e permette di avvicinarsi alle grotte più nascoste senza la folla dei tour di gruppo. Un altro trucco è quello di percorrere, al tramonto, il sentiero poco segnalato che parte dal punto panoramico di Cala Paura e scende verso una piccola cascata di acqua dolce nascosta tra le rocce; è il luogo ideale per un momento di tranquillità lontano dallo stereotipo delle foto di mare.

In sintesi, Polignano a Mare in primavera offre un mix irresistibile di sapori marini, paesaggi rocciosi e percorsi escursionistici che si adattano a un viaggio di budget medio, soprattutto se si scelgono le opzioni più locali e si evita la trappola dei luoghi troppo affollati. Il tempo necessario è di due‑tre giorni, con la possibilità di aggiungere un giorno extra per le scoperte più nascoste. Con qualche accorgimento logistico e il consiglio sopra indicato, è possibile vivere l’esperienza più autentica, lontano dalla massa, e tornare a casa con il sapore del mare ancora sulla lingua.

3 Commenti

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Ci sono stato in aprile 2025 e il sentiero che parte dal ponte dei pescatori è davvero più tranquillo del percorso più battuto. Ho mangiato al ristorante di famiglia in Via Carducci; il pesce è ultra‑fresco e i prezzi più onesti rispetto al centro.

pa
pat_68

Anche a me il sentiero è un’oasi, e il tiramisù di quel locale è divino

Non ho trovato quel sentiero tranquillo, è sempre affollato e rumoroso.