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Polignano a Mare: il balcone sull'Adriatico tra scogli e tradizioni

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benny75

Polignano a Mare: il balcone sull’Adriatico tra scogli e tradizioni

La domanda del titolo è presto risposta: Polignano a Mare è esattamente un balcone, un paese aggrappato a una falesia a picco sul mare, dove ogni vicolo sembra affacciarsi su una terrazza naturale. L’ho visitata a metà maggio, in una primavera già calda, e ho trascorso tre giorni tra scogliere, grotte e sapori di pesce. Ecco come ho organizzato il viaggio, con una stima di spesa e qualche nota realistica.

Budget complessivo: medio. Ho speso circa 380 euro per due persone, tutto compreso (spostamenti, pernottamento, pasti, ingressi). Contando un weekend lungo, si può scendere a 250 euro in economia o salire fino a 600 euro per un soggiorno più raffinato.

Come arrivare e muoversi: sono partita da Firenze in treno fino a Bari Centrale (due ore e mezza circa), poi noleggiato un’auto per flessibilità. Chi non guida può prendere il pullman Ferrovie del Sud Est per Polignano (40 minuti). In paese ci si sposta benissimo a piedi, ma per visitare le frazioni vicine (come Lama Monachile o San Vito) conviene l’auto o un taxi.

Quanto tempo serve: minimo due giorni pieni, ma tre permettono di assaporare il ritmo lento senza correre. Io ho optato per due notti.

Giorno 1: arrivo e primo giro

Sono arrivata a metà pomeriggio, lasciata la macchina in un parcheggio a pagamento fuori dal centro storico (circa 1,50 euro l’ora). Polignano è compatta: ho girato il borgo antico salendo da Piazza dell’Orologio fino a Largo Ardito, il belvedere principale. Da lì si vede tutta la costa frastagliata. Ho cenato in una trattoria su via Roma, un piatto di orecchiette con cime di rapa e polpo alla griglia, spesa 30 euro in due. La sera, dopo cena, il paese si svuota dei turisti di giornata e diventa intimo.

Giorno 2: mare, scogli e la famosa Grotta Palazzese

La mattina l’ho dedicata ai bagni. La spiaggia di Lama Monachile è stretta e ciottolosa, ma l’acqua è limpidissima. Consiglio di andarci presto (prima delle 9) per trovare posto. Attenzione: la spiaggia è pubblica ma senza servizi; meglio portare acqua e ciabatte da scoglio. Poi ho fatto il giro in barca delle grotte, prenotato la sera prima al porticciolo (25 euro a persona per un’ora). Si vedono la Grotta Palazzese dall’esterno (il ristorante dentro è carissimo, 150 euro a testa per un pasto, non ne vale la pena a mio parere) e altre insenature nascoste. Dopo pranzo in un forno con focaccia barese (4 euro), ho visitato il suggestivo Ponte Borbonico e la passeggiata sulla scogliera fino a Torre Incina.

Giorno 3: ultima scoperta e partenza

La mattina del terzo giorno sono andata al mercato di via Garibaldi, dove si trova il pesce freschissimo e i taralli artigianali. Prima di partire, una tappa a San Vito, frazione a 10 minuti di auto: una baia con un ristorante su una terrazza naturale. Ho mangiato un crudo di mare eccezionale (35 euro in due). Nel pomeriggio rientro a Bari.

Un aspetto negativo e una delusione

Il problema principale è il sovraffollamento. A maggio era già piena, figuriamoci in estate. La sera i vicoli diventano un carosello di turisti e le code per le cene sono lunghe. Altra nota stonata: alcuni locali vendono souvenir a prezzi esagerati (un magnete a 5 euro è un furto). La delusione più grande è stata la Grotta Palazzese vista da fuori: bella, ma le foto online la fanno sembrare più imponente. Dal vero è piccola e molto commercializzata.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide

Poco oltre il centro, dietro la Chiesa di Santa Maria Assunta, c’è una stradina non segnalata che porta a uno scoglio chiamato “Pizzo”. Nessuno ci va, è un punto perfetto per il tramonto senza nessuno attorno. Ci si arriva passando dal cimitero vecchio, ma serve un po’ di piede sicuro. Portate una torcia perché al buio si fa fatica a tornare.

2 Commenti

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È il posto giusto per perdersi nei tramonti d’aprile, lassù sugli scogli.

LU
luxso99

Ma perdersi sugli scogli ad aprile? Troppo freddo e ventoso per godersi davvero il panorama. Io preferisco una cena con vista, non un trekking improvvisato tra le rocce.