Siracusa in primavera: templi antichi, street food e mercati segreti
Siracusa in primavera si visita con un budget medio, dedicando due giorni interi per coprire templi, street food e i mercati più nascosti. Io programmo di arrivare in treno da Bologna, con un cambio a Napoli, perché il treno è più economico del volo low‑cost e consente di godere del paesaggio siciliano; una volta in città, la migliore modalità di spostamento è camminare nel centro storico, integrando qualche giro in bici a noleggio per la zona di Ortigia e la Riviera di Levante. Un soggiorno di 48‑72 ore è sufficiente per vedere il Parco Archeologico della Neapolis, l’anfiteatro romano e il tempio di Apollo, assaggiare arancini, pane con la milza e le famose granité di mandorla, e per perdersi in un mercato segreto che si apre solo il mercoledì mattina in Via Mazzini, dove i pescivendoli locali offrono pesce appena pescato a prezzi onesti.
Il lato negativo è la folla che si accumula già a metà mattina nel mercato di Ortigia; i negozi di souvenir tendono a gonfiare i prezzi e i ristoranti più turistici richiedono prenotazioni anticipate, altrimenti si rischia di aspettare mezz'ora per un tavolo.
Un consiglio fuori dalle guide: prima di chiudere la visita al tempio di Apollo, prendere la scala laterale non segnalata che porta a una terrazza panoramica semi‑abbandonata; da lì si gode una vista mozzafiato su Ortigia e il mare senza la massa di turisti, perfetta per una foto improvvisata o per un momento di tranquillità.