Ragusa Ibla: barocco, street food e angoli nascosti
Ragusa Ibla offre un mix irresistibile di barocco, street food e angoli nascosti che si scoprono passo dopo passo.
Giorno 1 – Arrivo, centro storico e primi assaggi
Io arrivo in treno alla stazione di Ragusa, poi prendo l’autobus urbano (linea 2) fino alla piazza Duomo. Il biglietto costa pochi euro, una soluzione economica per chi arriva da Catania o Siracusa. Una volta sotto le torri del Duomo, inizio la passeggiata verso il Giardino Ibleo, da cui si gode una vista panoramica sulla città moderna. Il percorso è pedonale, le strade sono strette ma ben segnalate, quindi niente problemi di parcheggio se si decide di arrivare in auto; comunque il parcheggio vicino alla Via della Giudecca è a pagamento e si riempie rapidamente nei weekend, una piccola delusione per chi pensa di trovare un posto libero.
A pranzo scelgo lo street food del mercato settimanale in Piazza della Repubblica, dove i panini con caponata e le arancine di riso al pistacchio sono serviti da venditori che non hanno segnaletica chiara: è facile perdersi tra le bancarelle. Io mi fermo al chiosco “Sicilia in un morso”, poco pubblicizzato nelle guide, ma con una granita di mandorla che vale il viaggio. Dopo aver mangiato, mi concedo una visita al Palazzo Arezzo di Trifile, ingresso gratuito, ma la chiave della porta laterale è spesso chiusa, costringendo a fare la fila al portone principale. È un piccolo inconveniente, ma il percorso interno rimane affascinante.
Nel pomeriggio, passo per Via Danfrè, la via più alta della città, dove trovo una piccola bottega di ceramiche artigianali gestita da una famiglia locale. Qui compro una piccola tazzina di ceramica, souvenir originale che difficilmente appare nei cataloghi turistici. Per cena, riservo un tavolo al ristorante “Cortile di Maruzza”, un locale di media fascia che propone piatti a base di pesce locale, ragù di cernia e un vino rosso dell’Etna. Inizio il budget con una stima “economica” per il primo giorno: circa cinquanta euro includendo trasporti, cibo di strada e ingresso a un museo.
Giorno 2 – Barocco più profondo e angoli segreti
Io mi sveglio presto e prendo il bus locale (linea 1) verso la Chiesa di San Giorgio, il capolavoro barocco che domina il panorama di Ibla. L’ingresso è gratuito, ma la visita guidata è a pagamento; io opto per la visita autonoma, scaricando l’audioguida dal sito comunale, una mossa che risparmia tempo e soldi. Dopo aver ammirato le facciate scolpite, scendo verso il Vicolo dei Sogni, un vicolo stretto con una piccola fontana nascosta dietro una porta in ferro battuto. Questo angolo è poco segnalato, ma perfetto per una foto tranquilla lontano dalle folle.
Per pranzo, mi avventuro nella zona di Via Gallo, dove c’è una piccola rosticceria che serve “ciciri e trippa” in un contesto informale, molto più autentico rispetto ai ristoranti più turistici. Il prezzo è contenuto, intorno ai dieci euro per piatto, ideale per un budget medio. Nel pomeriggio, faccio una breve escursione a piedi verso la Rocca di Ragusa, un sentiero che parte dal Giardino Ibleo e richiede circa trenta minuti. Il sentiero è poco segnato, perciò è consigliabile portare una mappa cartacea o un’app offline; io ho usato la mappa del parco scaricata la sera prima. In cima, la vista è mozzafiato, ma il sole di aprile può essere impetuoso, quindi è meglio partire con il cappello.
La sera, mi concedo una cena più curata al “Ristorante I Pupi”, di fascia alta, per assaggiare il ragù di cinghiale e un dessert a base di fichi. Questo chiude il budget “medio‑alto” del secondo giorno, con una spesa di circa centoventi euro, inclusi i trasporti, i pasti e qualche souvenir.
Tempo necessario e consigli pratici
Io ritengo che due giorni siano sufficienti per esplorare le principali attrazioni barocche, assaggiare lo street food più autentico e scoprire gli angoli nascosti. Un pernottamento in un B&B del centro permette di muoversi a piedi, riducendo i costi di trasporto. Il consiglio che raramente appare nelle guide: entrare nella Chiesa di San Giorgio dalla porta secondaria sul lato nord, dove la luce filtra attraverso le finestre alte e crea un effetto di atmosfera più intima, evitando la folla che si concentra sull’ingresso principale.
In sintesi, Ragusa Ibla si presta a una visita che può essere economica se si privilegia lo street food e le attrazioni gratuite, o più costosa se si sceglie di cenare in ristoranti di alta qualità e di alloggiare in strutture boutique. Il mix di barocco, cibo del territorio e vicoli poco noti rende la città un vero tesoro da scoprire, con qualche piccolo inconveniente legato al parcheggio e alle chiusure delle porte; comunque, l’esperienza rimane più che soddisfacente.