Itinerario enogastronomico in Puglia: sapori, vini e cucina locale
Sì, è fattibile organizzare un itinerario enogastronomico in Puglia che includa i migliori sapori, i vini tipici e la cucina locale. Parto da Bologna con un treno diretto a Bari (circa 6 ore, biglietto low‑cost se prenoto in anticipo). Da lì prendo un autobus regionale verso Alberobello e poi noleggio una scooter per muovermi tra i paesi più piccoli; è l’opzione più economica e flessibile, ma se il budget è più alto preferisco un’auto a noleggio con GPS.
Budget complessivo: economico ~300 €, medio ~600 €, caro ~1200 €.
Tempo necessario: almeno 4‑5 giorni per assaporare tutto senza correre.
Giorno 1 – Bari e Polignano a Mare
Dopo l’arrivo a Bari, faccio una colazione veloce in un bar con “sfogliatella” e “caffè al limone”. Visito il mercato del pesce e prendo un panino con “panzerotto” fritto. Poi prendo il treno veloce per Polignano a Mare (15 min) e mi fermo per un pranzo a base di “orecchiette alle cime di rapa” in una trattoria fuori dal centro turistico. Nel pomeriggio mi avventuro in un’osteria che serve un “vino rosso di Manduria” più economico del solito. Negativo: in alta stagione la zona del centro è invasa da gruppi di turista con guide che alzano i prezzi dei souvenir.
Giorno 2 – Valle d’Itria (Alberobello, Locorotondo, Martina Franca)
Parto in scooter verso Alberobello, giro i trulli e mi fermo per un “pasticciotto” con crema di ricotta. Proseguo a Locorotondo, dove trovo un piccolo bar nascosto (non segnato sulle guide) che offre una “degustazione di bianco” a prezzo di lista. Dopo un pranzo di “fave e cicorie” vado a Martina Franca per un “vino rosso di Primitivo di Manduria” direttamente dal produttore. Consiglio: chiedere di visitare il seminterrato della cantina, dove si conserva il vino in botti di legno antico, esperienza rara.
Giorno 3 – Ostuni e le Masserie
Shooting per la mattina verso Ostuni, “città bianca”. Colazione con “caffè di mandorla” in un bar di quartiere. Pranzo in una masseria fuori città, dove il proprietario mi ha fatto assaggiare l’olio extravergine di oliva appena spremuto, non filtrato, una chicca che le guide non citano. Nel pomeriggio partecipo a una piccola degustazione di “vino rosato di Salice Salentino” in una cantina a conduzione famigliare. Delusione: il menù turistico della masseria è limitato, meglio prenotare una cena “a la carte”.
Giorno 4 – Lecce e il Salento –
Arrivo in treno a Lecce, visita veloce del barocco e pranzo di “pasticciotto al cioccolato” in una pasticceria di quartiere. Nel pomeriggio prendo un autobus per un vigneto vicino a Santa Cesarea Terme, dove il proprietario offre una “tour di barrique” con degustazione di “vino rosso a invecchiamento breve”. Un aspetto negativo: gli orari dei bus sono irregolari in zona rurale, quindi conviene tenere conto di eventuali ritardi.
Giorno 5 – Rientro
Ritorno a Bari in treno, ultimi acquisti di “taralli” e “olio” da portare a casa. Da Bari prendo il treno per Bologna.
Consiglio extra: durante il viaggio, tenere sempre a portata di mano una borraccia riutilizzabile; molte osterie offrono acqua fresca a costo zero se la chiedi al banco, risparmi e fai favor al pianeta.
L’itinerario è gestibile in quattro giorni, ma se il tempo lo permette, aggiungere una giornata di “caccia al pane di Altamura” arricchisce ulteriormente l’esperienza.