Ritrova il silenzio tra le luci dell’aurora in Reykjavik
Il silenzio si ritrova tra le luci dell’aurora a Reykjavik proprio all’alba, quando la città ancora sussurra sotto i primi riflessi rosa del cielo.
Il periodo migliore è la primavera, in particolare fine aprile, quando le notti sono ancora abbastanza scure da permettere di intravedere l’aurora boreale ma le temperature cominciano a lievitare e le strade sono meno affollate. Per arrivare, il volo diretto da Milano o da Londra atterra all’aeroporto di Keflavík; la connessione più comoda è il bus Flybus, che impiega circa quaranta minuti e costa intorno a trenta euro. Una volta in centro, la rete di autobus è puntuale e copre l’intera area urbana, ma per la mattina presto è più veloce noleggiare una bicicletta elettrica, perché le fermate degli autobus sono ancora chiuse.
Il budget si colloca nella fascia medio: alloggio in ostello o piccolo boutique hotel intorno a ottanta euro a notte, pasti in ristoranti locali tra i venti e i trenta euro, e qualche euro in più per l’entrata alle piscine geotermiche. Un soggiorno di due giorni è sufficiente per esplorare il centro, il porto e il parco di Tjörnin, ma per cogliere l’aurora occorre una notte intera dedicata al “cerca‑luci” fuori dalla città, ad esempio nella zona di Grótta.
Una delusione è rappresentata dal fatto che le luci del centro si accendono già verso le sette, rendendo difficile vedere l’aurora dal cuore della città; è quasi inevitabile dover fare una piccola escursione fuori per evitare l’inquinamento luminoso. Un altro aspetto negativo è il costo elevato delle bevande al bar delle piscine geotermiche, che può far scivolare il budget medio verso il caro se non si presta attenzione.
Un consiglio che non spunta nei classici itinerari è di prendere la prima barca del mattino dal porto di Reykjavik verso la penisola di Seltjarnarnes, dove le sponde sono quasi deserte; sedersi su una panchina di legno, con il vento che accarezza il viso, permette di osservare l’aurora in totale tranquillità, prima che i turisti arrivino a mezzogiorno. Questo piccolo rituale rende l’esperienza molto più personale e, soprattutto, silenziosa.