Treno da Milano a Marrakech: colori, spezie e deserti primaverili
Sì, è possibile percorrere la tratta combinando treni e traghetto, anche se non esiste un collegamento diretto unico. Io ho pensato a un itinerario che parte da Milano con il Frecciarossa fino a Genova, poi un breve traghetto da Genova a Tangeri e, una volta sbarcati, il treno diretto verso Marrakech gestito da ONCF. Il budget si colloca nella fascia medio: biglietti treno e traghetto più ospitalità in pensioni o Airbnb di media categoria, utenze e qualche spesa extra per i souk. Per muoversi in città, il modo più pratico è il petit‑taxi rosso, consigliabile concordare il prezzo prima di partire, oppure le linee di autobus urbane che coprono bene la medina. Una visita completa richiede almeno cinque‑sette giorni; così si riesce a scoprire i giardini Majorelle, la Koutoubia, una gita di un giorno nella valle dell’Ourika e, se il tempo lo permette, un breve viaggio verso il deserto di Agafay, più accessibile in primavera.
Una delusione è la durata complessiva del trasferimento: il passaggio in traghetto e i controlli doganali possono allungare il viaggio di molte ore, soprattutto se le coincidenze non sono perfette. Un piccolo errore è sottovalutare il caldo serale nel deserto, che può sorprendere anche in primavera. Un consiglio che non compare nei manuali è quello di acquistare una bottiglia di acqua minerale locale in un negozio di quartiere prima di entrare nei souk: il prezzo è più onesto e si evita la trappola delle bottiglie più costose vendute nei punti turistici. Inoltre, una SIM marocchina della compagnia Inwi, attivata al volo all’arrivo in aeroporto, garantisce una rete stabile anche nelle zone più remote senza costi esorbitanti.