Vale la pena visitare Napoli in primavera per arte e cibo senza le folle estive?
Vale la pena visitare Napoli in primavera per arte e cibo senza le folle estive? Io lo dico subito: sì, ma con le dovute condizioni. A fine marzo le temperature sono già piacevoli, non fa più il freddo di dicembre e non ci sono le scottanti canicchiate di luglio. Le strade del centro storico, con il Duomo, il Cristo Velato e le chiese barocche, sono più respirabili: i turisti di massa sono ancora in attesa di prenotare i loro voli estivi.
La gastronomia, per contro, è sempre al top: la pizza è ancora preparata con ingredienti di stagione, i frutti di mare arrivano freschi e i mercati come quello di Poggioreale sono meno affollati. Ho provato la mozzarella di bufala direttamente dal caseificio di Caserta, senza dover fare la fila per ore.
Certo, la meta non è priva di turisti: gli appassionati di arte e i contestuali “turisti culturali” si stanno già radunando, ma la densità è di gran lunga inferiore a quella di agosto. Inoltre, la primavera ti regala il vantaggio di vedere i monumenti senza il sole cocente che rovina le fotografie.
Un difetto è che alcune attrazioni extra (come le escursioni in barca ai faraglioni) hanno ancora orari ridotti, ma questo è un piccolo prezzo da pagare per evitare la calca. In sintesi, se preferisci respirare l’arte e gustare il cibo senza essere schiacciato da una folla estiva, Napoli in primavera è una scelta sensata.