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Trekking dolomitico per principianti: percorsi, panorami e consigli

Il trekking dolomitico per principianti è assolutamente possibile, basta scegliere i percorsi giusti e prepararsi con calma. La primavera, soprattutto da aprile a giugno, è il periodo ideale: le valli si riempiono di fiori, le giornate si allungano e le temperature restano miti, evitando i ghiacci di inizio stagione.

Per arrivare, il modo più comodo è prendere il treno verso Bolzano o Trento e poi un autobus locale fino a Ortisei, Canazei o Cortina, dove partono la maggior parte dei sentieri segnalati. In macchina la strada è ben tenuta; il parcheggio nei centri dei comprensori è spesso gratuito se si arriva presto, altrimenti è necessario pagare una piccola tariffa giornaliera. Per chi preferisce il trasporto pubblico, la combinazione treno‑autobus costa in media un quaranta per persona, un’opzione economica rispetto al noleggio di un’auto.

Il budget complessivo può essere definito come medio: alloggio in rifugi o B&B di montagna parte da trenta al giorno, cibo in loco è conveniente se si acquistano gli ingredienti nei supermercati di paese e si cucina in autonomia. Un’escursione di tre giorni, con due pernottamenti in rifugio, si aggira intorno a duecento cinquanta, includendo trasporti, vitto e qualche spesa per l’attrezzatura di base. Per chi vuole spendere di più, una camera in hotel di alta quota o una cena tipica con piatti di selvaggina può far lievitare il conto.

Il percorso più consigliato per chi parte da zero è il sentiero che collega il Rifugio Alpe di Siusi al Rifugio Firenze, con dislivelli contenuti e punti di vista spettacolari sul Gruppo del Sella. Non perdere la vista panoramica dal Piz Sella, dove l’orizzonte sembra dipinto con tinte di rosa e arancio al tramonto. Un altro “must” è una breve deviazione verso il Lago di Braies: anche se non è immerso nel trekking, la sua acqua turchese regala una pausa rilassante.

Ci sono però degli aspetti da tenere a mente: in alcune giornate di fine primavera le piogge possono trasformare i sentieri in percorsi fangosi, rendendo scivoloso il passo e rallentando notevolmente il ritmo. Un’esperienza deludente è stata la chiusura improvvisa di un rifugio a causa di lavori di ristrutturazione non segnalati online; arrivare sul posto senza sapere che la struttura era chiusa costringe a rientrare o a cambiare itinerario. Per evitare simili inconvenienti, è utile scaricare l’app ufficiale dei rifugi dolomitici e verificare lo stato di apertura in tempo reale.

Un consiglio che non trovi nelle guide cartacee è di portare con sé una piccola bottiglia di acqua aromatizzata al rosmarino, che si acquista nei mercati di Bolzano. Il profumo di rosmarino si sprigiona delicatamente durante la camminata, aiutando a mantenere l’energia e a combattere la monotonia dell’aria di montagna. Inoltre, una rapida sosta per assaggiare una fetta di pane di segale con formaggio di capra locale, acquistata al bancone del rifugio, rende il pranzo più gustoso e nutriente rispetto al classico panino industriale.

In termini di tempo, tre giorni sono sufficienti per assaporare le bellezze senza affaticarsi troppo, ma se si dispone di una settimana intera si può aggiungere il giro del Val di Funes e il trekking verso il Monte Piana, ampliando l’avventura. Evitare di partire senza una mappa aggiornata e senza un piano di emergenza è fondamentale: anche i sentieri più facili possono diventare difficili in caso di improvvisi cambiamenti meteo. Con queste indicazioni, il trekking dolomitico per principianti diventa un’esperienza accessibile e indimenticabile.

1 Commento

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Io non sono d'accordo: a aprile le valli sono ancora copertas di neve in molte zone, quindi i sentieri non sono davvero praticabili. Inoltre, i percorsi segnalati per principianti spesso richiedono comunque attrezzatura da trekking più avanzata.