Marocco: la Medina di Fès tra artigianato e spezie
Marocco: la Medina di Fès tra artigianato e spezie? È un'esperienza che merita almeno tre giorni per essere vissuta con calma, tra il caos dei souk e i profumi delle spezie.
Quando andare: la primavera di maggio è perfetta, con temperature piacevoli e meno turisti rispetto all'autunno. L'estate è rovente, l'inverno freddo e umido.
Come arrivarci: ho preso un volo diretto da Milano per Fès, poi un taxi condiviso fino alla Medina per circa 15 euro a persona. Muoversi lì dentro è solo a piedi, meglio evitare di noleggiare un'auto: le stradine sono un labirinto e il traffico è caotico.
Budget: direi medio. Tra alloggio in un riad carino, pasti di strada e qualche acquisto di artigianato, ho speso circa 70 euro al giorno sta bene, ma si può anche stare più bassi mangiando dai venditori ambulanti.
Cosa non perdere: il souk degli artigiani del rame e le concerie Chouara, da vedere dall'alto per il colore delle vasche. Ma anche il negozio di spezie vicino alla moschea Bou Inania, dove il proprietario spiega ogni miscela.
Cosa evitare: fidarsi delle guide improvvisate che appaiono all'ingresso della Medina. Molte promettono un giro gratuito e poi chiedono soldi, meglio girare con una mappa offline sul telefono.
Un consiglio specifico: portare un fazzoletto imbevuto di olio di menta per annusare quando l'odore delle concerie diventa troppo forte. Nessuna guida lo scrive, ma è un trucco che usano i locali.
La delusione: la parte più turistica dei souk è invasa da venditori insistenti, toglie un po' l'autenticità. Meglio perdersi nei vicoli laterali per scoprire botteghe vere, quelle senza cartelli in inglese.