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Oaxaca: mole, mezcal e mercati colorati

la
lauro_79

Oaxaca: mole, mezcal e mercati colorati – tre elementi che definiscono questa città meglio di qualsiasi slogan turistico. Sono partito da Milano a metà aprile, ho volato con scalo a Madrid e poi diretto a Oaxaca City. Il viaggio totale è stato lungo, circa quattordici ore tra voli e coincidenze, ma ne è valsa la pena. Per il budget: Oaxaca si colloca in una fascia media, tendente all'economico se si evita il lusso. Un pasto in un ristorante decente costa tra i 10 e i 15 euro, uno street food come le tlayudas lo trovi a 3-4 euro. Per l'alloggio, un hotel semplice nel centro storico parte da 40 euro a notte, mentre un boutique hotel più curato può arrivare a 80-100. I trasporti interni sono economici: i colectivos (furgoni condivisi) costano pochi centesimi, i taxi in città non superano i 5-6 euro per tratte brevi. Dall'aeroporto al centro si paga circa 8 euro con un taxi ufficiale, oppure si può prendere un autobus locale per meno di un euro.

Il periodo migliore per visitare Oaxaca è da novembre a maggio, prima delle piogge. A maggio il clima è già caldo, con temperature intorno ai 30 gradi, ma l'aria è secca e sopportabile. Ho evitato i mesi di giugno e luglio perché le piogge possono essere intense e rovinare le escursioni. Per il tempo necessario, direi almeno quattro o cinque giorni: tre per il centro e i mercati, uno per Monte Albán (le rovine zapoteche a venti minuti di auto), e un giorno per un tour nei villaggi artigianali come Teotitlán del Valle (tappeti) o Santiago Matatlán (mezcal). Muoversi è semplice: a piedi per il centro, con i colectivos per le periferie, o con tour organizzati per le escursioni più lontane.

Cosa non perdere assolutamente: il Mercado Benito Juárez e il Mercado 20 de Noviembre, dove si mangia mole in ogni forma, dal nero al rosso al verde, e si beve mezcal artigianale direttamente dai produttori. Il mole più memorabile l'ho assaggiato al ristorante Los Danzantes, ma anche nelle bancarelle del mercato si trova roba eccellente. Da non perdere una visita a una palenque (distilleria) per capire la differenza tra mezcal e tequila: il processo artigianale è affascinante. Monte Albán all'alba è spettacolare, con la luce che illumina le piramidi e la valle sottostante.

Cosa evitare: il cosiddetto "Mercado de Artesanías" vicino alla chiesa di Santo Domingo, troppo turistico e caro per ciò che offre. Meglio andare nei villaggi o nei mercati locali dove si trova artigianato vero a prezzi giusti. Un'altra delusione è stata la visita al Templo de Santo Domingo: bello, ma la coda per entrare è lunga e il museo annesso non vale la fila se si ha poco tempo. Inoltre, evitate di bere l'acqua del rubinetto, anche nei ristoranti: meglio sempre acqua in bottiglia.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: cercate un piccolo locale chiamato "Casa Oaxaca" nel quartiere di Jalatlaco, non quello famoso in centro. Lì preparano un mole con cioccolato e pepe nero che non ho trovato da nessun'altra parte. Il proprietario è un ex cuoco di un ristorante stellato che ha aperto un posto da quattro tavoli. Bisogna prenotare con un giorno di anticipo, ma vale ogni passo. Un altro suggerimento: se volete portare a casa del mezcal, non comprate nei negozi del centro. Andate al mercato di Tlacolula la domenica, dove i produttori locali vendono bottiglie senza etichetta a metà prezzo, e potete assaggiare prima di comprare.

4 Commenti

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Ci sono stato e non mi ha entusiasmato, troppo turistico e caro per quello che offre.

LU
luxtrip92

Hai ragione. Anche a me ha lasciato l’amaro in bocca: file chilometriche per ogni attrazione e conti salati per piatti mediocri.

la
lauro_79

Capisco il tuo punto, forse dipende anche da cosa si cerca: a me è piaciuto perché ho trovato piatti autentici lontani dalle zone più battute.

gi
gioerena

Ma se hai pagato più di 5€ per un taxi, hai sbagliato tutto.