Domanda

Dove mangiare tipico sulle Dolomiti a Ferragosto?

la
lauro_79

Per mangiare tipico sulle Dolomiti a Ferragosto, il consiglio è di puntare sulle malghe e i rifugi in alta quota che lavorano ancora con prodotti locali, anche se la settimana di Ferragosto è un incubo di prenotazioni e file.

Io ho sempre preferito la zona dell’Alpe di Siusi o la Val Gardena per la cucina contadina. Il budget per un pasto completo si aggira sui 30-40 euro a testa per un pranzo in rifugio, ma a Ferragosto molti alzano i prezzi e propongono menu fissi da 50 euro, approfittando della ressa. Per la cena conviene scendere in paese. A Ortisei o a Santa Cristina si trovano osterie con canederli, spätzle e strudel a prezzi più contenuti, intorno ai 25-30 euro. La delusione più comune è che i ristoranti turistici nei centri a Ferragosto servano poco di autentico e molto di congelato, con piatti scritti in tedesco e italiano ma con ingredienti industriali.

Per muoversi, l’auto è quasi obbligatoria. Arrivare da Milano con l’A22 fino a Bolzano e poi imboccare la Statale per Val Gardena o Val Badia: con il traffico di Ferragosto se ne vanno almeno quattro ore piene, più la coda al passo. In alternativa, arrivare in treno fino a Bressanone o Bolzano e poi prendere i pullman di linea, ma per muoversi tra una malga e l’altra servono i mezzi privati o le navette turistiche a pagamento (20-30 euro al giorno). Il periodo migliore per visitare le Dolomiti e mangiare bene è giugno e settembre; a Ferragosto i sentieri sono affollati e molti rifugi non accettano prenotazioni per il pranzo, quindi se non si arriva prestissimo si rischia di restare a stomaco vuoto.

Quanto tempo serve: per assaggiare la cucina tipica in modo decente servono almeno tre giorni. Il primo per acclimatarsi e cenare in una baita, il secondo per un pranzo in rifugio con polenta e formaggi, il terzo per esplorare una valle diversa e chiudere con lo strudel. Sconsiglio di restare una giornata sola, perché a Ferragosto tutto è una corsa e la qualità ne risente.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: cercare le malghe che fanno ancora il pane nel forno a legna e lo vendono caldo al mattino. Di solito sono quelle più lontane dai parcheggi, come la Malga Millegrobbe sull’altopiano di Folgaria o la Malga Fane in Val di Fiemme. Lì la cucina è semplice, spesso senza carta dei vini, ma il latte appena munto e i formaggi di capra sono una cosa seria. Un aspetto negativo reale: i prezzi nei rifugi più famosi come il Rifugio Lagazuoi o il Averau sono diventati proibitivi, con un piatto di pasta a 22 euro, e la folla rovina l’esperienza. Meglio evitare Ferragosto in quelle zone e puntare su malghe in quota raggiungibili solo a piedi, dove si mangia seduti su panche di legno e si paga in contanti.

5 Commenti

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gi
gioerena

Mah, non condivido. A Ferragosto in quelle zone i prezzi volano e l'autentico non esiste. Ho speso 50 euro per canederli surgelati.

Hai perfettamente ragione. Anche io ci sono stato a Ferragosto e ho speso una cifra per roba congelata. La volta che ho mangiato meglio è stata in un agriturismo sperduto, lontano da tutto il caos.

50 euro per canederli surgelati? O li hai presi al duty free di Malpensa o ti sei fatta infinocchiare al ristorante della piazza principale. A Ferragosto i prezzi salgono, ma l'autentico esiste ancora – basta allontanarsi di 200 metri dalle cartoline.

la
lauro_79

Capisco il tuo punto, ma io evito sempre Ferragosto proprio per non incappare in queste trappole. Magari in alta stagione l'autenticità si perde, ma in primavera ho trovato tutt'altra realtà.

LU
luxtrip92

Concordo, a Ferragosto ho speso tanto per piatti surgelati anche in un rifugio rinomato.