Marrakech: souk, spezie e giardini segreti
Marrakech: souk, spezie e giardini segreti – sì, è esattamente quello che si trova, ma con qualche accorgimento in più per non perdersi nel caos.
Personalmente, il periodo migliore è la primavera, tipo adesso a maggio, oppure l'autunno: l'estate è un forno, l'inverno può essere freddo di notte ma di giorno si sta bene. Io sono arrivato con un volo diretto da Palermo, ci vogliono circa tre ore, niente male. Dall'aeroporto si prende un taxi o un bus navetta per il centro, i taxi sono regolati con tariffa fissa, meglio contrattare prima.
Il budget è medio: per una settimana, tra volo, alloggio in riad (non quelli di lusso, ma carini), pasti e qualche acquisto, si spende sui 700-800 euro a testa. I riad sono un'esperienza, ma attenzione: alcuni sono rumorosi perché le mura sono sottili e la preghiera del mattino parte prestissimo. Per muoversi, a piedi si fa tutto nella medina, ma per andare ai giardini fuori città serve un taxi.
Cosa non perdere: il souk, certo, ma non bisogna limitarsi alla parte più turistica. Io ho trovato un vicolo laterale dove vendono spezie e erbe aromatiche con un profumo incredibile. Il Jardin Majorelle è bello ma pieno di gente, meglio andare all'alba. I giardini segreti sono davvero un gioiello: il Jardin Secret vicino alla moschea è poco pubblicizzato ma merita, con piante e fontane. E poi la piazza Jemaa el-Fnaa la sera, tra incantatori e banchetti di cibo.
Cosa evitare: le guide improvvisate che si offrono per strada, spesso portano in negozi di amici e chiedono soldi extra. E i ristoranti nelle piazze più battute: cibo caro e scadente. Un aspetto deludente? La pressione costante dei venditori: ogni tre metri qualcuno cerca di venderti qualcosa, dopo un po' stanca. Serve tempo per visitare bene? Almeno quattro giorni: due per la medina e i souk, uno per i giardini e uno per fare un giro fuori porta, come al deserto di Agafay.
Un consiglio che non si trova sulle guide: portare sempre delle banconote piccole per pagare i taxi e gli acquisti, perché molti non hanno resto e se paghi con un biglietto grosso rischi di sentirti dire che non c'è cambio. E per i giardini segreti, cercare quelli meno famosi, come il riad di un'artista locale che apre su appuntamento: un'oasi di pace.