Osaka: tempio del cibo di strada giapponese
Osaka merita pienamente il titolo di tempio del cibo di strada giapponese. Ogni angolo di Dotonbori, Shinsekai e dei mercati coperti come Kuromon è un invito a mangiare qualcosa di fritto, arrosto o infilzato, e il tutto senza mai bucare il portafoglio. Il periodo migliore per venire è la primavera, soprattutto aprile, quando il clima è mite e si cammina senza sudare tra uno stand e l’altro. L’autunno funziona altrettanto bene.
Arrivare a Osaka è semplice. Dall’aeroporto del Kansai si prende il treno Nankai o la JR, una mezz’ora scarsa e si è in città. Muoversi con la metropolitana è comodo, ma per mangiare da strada la zona migliore resta quella tra Namba e Dotonbori, facilmente raggiungibile a piedi. Per una full immersion di street food servono almeno due giorni interi: uno per Dotonbori e dintorni, uno per Shinsekai e Kuromon. Con tre si riesce anche a vedere il castello senza fretta.
Il budget complessivo è medio-basso se si punta sul cibo di strada. Una cena a base di takoyaki, okonomiyaki e kushikatsu costa sui 2500-3500 yen a persona, forse meno se si condivide. L’alloggio incide di più, ma si trovano capsule hotel o guesthouse sotto le 5000 yen a notte. Il volo è il costo maggiore, ma se si arriva da Milano ci sono collegamenti low cost con scalo.
Cosa non perdere: assolutamente il takoyaki di un vecchio chiosco sulla laterale est di Dotonbori, meno fotografato ma più autentico. Da provare l’okonomiyaki con salsa di ostriche a Shinsekai, e il kushikatsu nel vicolo Janjan Yokocho. Per una pausa dolce, i taiyaki ripieni di anko al mercato di Kuromon. Una delusione? Le file chilometriche davanti ai takoyaki più famosi su Instagram: spesso la qualità è la stessa di chioschi poco pubblicizzati, si paga solo la popolarità.
Cosa evitare: comprare cibo già pronto nei convenience store per provare almeno qualche specialità, e soprattutto i ristoranti con menù multilingue fuori da Dotonbori – tendono a servire porzioni risicate a prezzi gonfiati. Un consiglio che non si trova sulle guide: la domenica pomeriggio molti stand di Shinsekai chiudono verso le quattro, meglio andare il sabato. E se si vuole il miglior okonomiyaki, cercare un locale senza sedie, solo bancone, dove il cuoco ha più di sessant’anni: lì dentro la tradizione è vera.