Ksamil: spiagge caraibiche a prezzi low budget
Ksamil è davvero una di quelle destinazioni dove si possono trovare spiagge con acque turchesi da cartolina senza spendere una fortuna, ma bisogna sapere come muoversi e cosa aspettarsi.
Per quando andare, la primavera inoltrata e l'inizio dell'estate sono il momento migliore. Maggio e giugno offrono temperature piacevoli e il mare è già caldo, ma le folle estive non sono ancora arrivate. Io ho pianificato per metà maggio e ho trovato un buon compromesso tra clima e costi. Luglio e agosto diventano caotici e i prezzi salgono, anche se restano comunque più bassi rispetto alla Grecia o all'Italia.
Arrivare a Ksamil non è complicato ma richiede un po' di organizzazione. Da Milano si può volare su Corfù e poi prendere il traghetto per Saranda, che impiega circa mezz'ora. Da Saranda, un taxi o un pulmino portano a Ksamil in venti minuti. In alternativa, ci sono voli per Tirana e da lì un bus navetta diretto per Saranda, ma sono circa quattro ore di strada. Una volta lì, muoversi è semplice: a piedi si gira tutto il paese, e per esplorare le spiagge vicine basta noleggiare uno scooter per pochi euro al giorno.
Il budget è decisamente economico. Con meno di cinquanta euro al giorno si mangia, si dorme in una guesthouse dignitosa e si ha anche qualcosa per un aperitivo. Le camere doppie in bassa stagione partono da trenta euro a notte, i pasti nei ristoranti locali si aggirano sui dieci-quindici euro. L'unica voce un po' più cara è il trasporto da e per l'aeroporto, ma se si prenota condiviso si risparmia.
Per visitare Ksamil bastano tre giorni pieni: uno per le tre isole maggiori che si raggiungono a nuoto o con un piccolo pedalò, uno per la spiaggia di Pasqyra dhe Rrëza e uno per gironzolare tra le calette più nascoste. Se si ha più tempo, si può abbinare una giornata a Saranda e al sito archeologico di Butrinto, che è a dieci minuti di macchina.
Cosa non perdere assolutamente: la spiaggia di Ksamil 2, quella con gli ombrelloni allineati ma con il fondale che sembra quello dei Caraibi. E poi il tramonto dalla collina sopra il paese, dove c'è un piccolo ristorante con vista su Corfù. Cosa evitare: i ristoranti sulla spiaggia principale con menù tradotti in italiano e cartelli patinati. I prezzi sono tripli rispetto a quelli delle taverne nella strada interna, e la qualità è inferiore.
Un aspetto negativo che ho trovato è la gestione dei rifiuti. In alcuni punti, soprattutto fuori stagione, si vedono cumuli di spazzatura abbandonati. Non rovina l'esperienza ma toglie un po' di fascino a un posto così bello. Un altro piccolo difetto: la musica alta da alcuni beach bar fino a tardi, meglio scegliere una sistemazione lontana dalla spiaggia centrale se si cerca silenzio.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: portarsi una maschera e boccaglio, ma non per le isole principali. La baia di Gjiri i Hartës, a dieci minuti a piedi dall'ultima spiaggia di Ksamil, ha un fondale ricco di posidonie e piccoli pesci, ed è quasi deserta anche a giugno. Ci si arriva seguendo un sentiero sterrato che parte dietro l'ultimo chiosco di frullati.