Meknès: la Versailles marocchina tra storia e street food
Meknès è la Versailles marocchina? Solo se la Versailles fosse stata costruita con mattoni di fango, odori di spezie e un caos organizzato da far impazzire un architetto francese. Vengo da Milano, siamo a metà maggio e la primavera è perfetta per questo viaggio. Budget medio: con 50-60 euro al giorno si mangia bene, si dorme in un riad carino e si visitano i monumenti principali. Se si vuole risparmiare si può stare sui 30, se si cerca lusso si sale a 100.
Arrivare a Meknès è semplice: da Milano volo su Fès o Casablanca, poi treno. Il treno dalla stazione di Fès impiega circa 40 minuti ed è economico. Dentro la città il mezzo migliore sono le gambe, oppure i petit taxi per distanze più lunghe, ma attenzione: il centro storico è un labirinto di vicoli, ma a differenza di Marrakech qui i venditori non ti assillano, è più rilassato. Per visitare la Medina, la splendida porta Bab Mansour, il mausoleo di Moulay Ismail e le scuderie reali, due giorni pieni bastano. Tre se si vuole anche fare un’escursione a Volubilis.
La parte street food è fantastica e spesso trascurata. Il posto da non perdere è la piazza El Hedim di sera, dove si trovano bancarelle con le harcha (focaccine di semola), i briouat (fagottini ripieni) e soprattutto il mechoui, agnello cotto al forno di terra, tenerissimo. Ma il vero consiglio che nessuna guida turistica dà: cercare la bancarella con il cartello “B’ssara” in fondo a via Lalla Aicha. Sembra una zuppa di fave semplice, ma con cumino, olio d’oliva e paprika è una colazione da re, pagata 3 dirham, cioè 30 cent.
Aspetto negativo? La delusione è stata il Mausoleo di Moulay Ismail. Bellissimo, ma per entrarci bisogna essere coperti fino ai limiti del paranoico, e la zona intorno è invasa da guide abusive che pretendono soldi anche solo per indicarti la direzione. Meglio andare presto la mattina o rinunciare se non si vuole stress. In generale Meknès è sottovalutata: più autentica di Fès, meno turistica di Marrakech. Per chi cerca storia senza ressa, e street food senza posate, è il posto giusto.