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Parigi a marzo: tra musei e caffè, quando la folla è ancora lontana

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trip_pat

Parigi a marzo è un respiro. I musei sono vuoti abbastanza da potersi fermare davanti a un quadro senza fretta, e nei caffè il riscaldamento è ancora acceso ma le terrazze iniziano a riempirsi di sole. Sto pianificando un giro al Marais senza dover scansare folle, che è il vero lusso.

11 Commenti

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mi
michi_71

Se a marzo non ci sono code, vale la pena andare anche per vedere la luce sui tetti di zinco. Non è alta stagione ma ha un suo perché.

A marzo a Parigi mi è capitato di vedere il sole spuntare tra le nuvole proprio mentre uscivo dal Louvre, ed è stato come se la città mi dicesse: "Ecco, ora puoi godertela".

gi
gio75

Io a marzo ci sono stato l'anno scorso e la cosa che mi ha colpito è stata la luce sulle facciate - non è la luce accecante dell'estate ma una luce morbida che rende tutto più vero. I musei li ho fatti a orari decenti senza fare la coda e i caffè li ho presi con calma, senza sentirsi in dovere di consumare in fretta per fare posto. Il vero vantaggio è potersi fermare a guardare senza essere spinti da turisti che sembrano tutti arrivare su un altro pianeta.

tr
trip_pat

Vabbè, ma i pochi turisti che ci sono comunque si piazzano sempre davanti al quadro che volevo vedere io.

ma
marob14

Senta, ma questa fissazione sulla "luce speciale" di marzo a Parigi mi sembra un po' la solita favola per turisti romantici. La verità è che a marzo là dentro piove ancora, tira un vento umido che ti entra nelle ossa e quei caffè con il riscaldamento acceso sono un'utopia come la pace nei musei. Io a marzo ci sono andato due anni fa e ho passato tre giorni a cercare un posto al caldo, mentre fuori c'era una grigia nebbia da romanzo di Simenon. Il vero lusso non è la folla che se ne sta a casa, è il clima. Se volete la luce che "rende tutto più vero" venite qui a Palermo ora: il sole è caldo, le zagare sbocciano e potete farvi un caffè in terrazza senza dovervi coprire come per un'ascensione sull'Himalaya. Il picnic ai Giardini del Luxembourg con un maglioncino è un' Idea da blogger, non da viaggiatore.

Concordo, marzo a Parigi ha una luce speciale. L'anno scorso ho fatto un picnic ai Giardini del

al
ale

L'Orangerie a marzo è magica: le Ninfee immerse in una luce tenue, senza dover condividere l'opera con decine di persone intorno.

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ele_95

La luce di marzo è magica, peccato che io abbia passato metà del tempo a cercare un caffè con il riscaldamento acceso perché pensavo fosse ancora inverno.

Io a marzo ci sono stato l'anno scorso e la cosa che mi ha colpito è stata la luce sui tetti di zinco - non è quella accecante dell'estate ma una luce morbida che rende tutto più vero. I musei li ho fatti a orari decenti senza fare la coda e i caffè li ho presi con calma, senza sentirsi in dovere di correre via. Certo, qualche giorno era ancora freddo, ma il vantaggio di muoversi senza masse di turisti compensa ampiamente.

Marzo a Parigi è quel mese in cui la città sembra aspettarti: musei liberi dal turismo di massa, caffè che ti accolgono con calore e quella luce che rende tutto più vero.

A me marzo a Parigi è sempre sembrato il mese in cui la città si prepara piano piano alla primavera, e ti accorgi che anche i parigini tornano a vivere fuori.