St. Moritz: lusso e natura nell'alta Engadina
St. Moritz è lusso e natura nell'alta Engadina, ma il lusso qui ha un prezzo che non tutti sono disposti a pagare. La stagione migliore per visitarla è la tarda primavera, tra maggio e giugno, quando i prati sono verdi, i ghiacciai ancora visibili e i prezzi degli hotel iniziano a scendere dopo l'inverno. L'estate è piacevole per le escursioni, ma luglio e agosto portano folle e tariffe folli. L'autunno, invece, è spettacolare per i colori, ma molti ristoranti chiudono per la pausa tra stagioni.
Arrivare è semplice: da Milano si prende il treno per Tirano e poi il Bernina Express fino a St. Moritz. Il viaggio è uno spettacolo a sé, con i tornanti e il ghiacciaio del Bernina. In auto si arriva via Passo Maloja o Julier, ma in primavera il Maloja può essere ancora chiuso per neve. Muoversi in paese è facile a piedi, mentre per i dintorni ci sono bus e la Ferrovia Retica. Tre giorni sono il minimo per vedere il lago, passeggiare sul sentiero che lo costeggia e visitare il Museo Segantini. Per un'immersione più profonda, servono almeno cinque.
Il budget è caro, non c'è dubbio. Un hotel decente in centro parte da trecento euro a notte in alta stagione, ma si trovano pensioni a cento euro fuori dal centro. I ristoranti sono cari, un piatto di pasta può costare trenta euro. Si spende molto anche per le attività, come il noleggio di una mountain bike o un giro in funivia. C'è una via di mezzo: pranzo al sacco e alloggio a Pontresina, a dieci minuti di treno, dove i prezzi sono più umani.
Cosa non perdere: il Lago di St. Moritz, naturalmente, ma non il lungolago turistico. Meglio il tratto verso la foresta di Champfèr, dove ci sono meno persone. La pista da bob è un'icona, ma solo per chi ama le esperienze estreme. Il sentiero del Glacial Garden, a due passi dal centro, è una chicca poco pubblicizzata: si vedono le marmitte dei glaci e la storia geologica della valle. Cosa evitare: i ristoranti sulla piazza principale, cari e mediocri. Meglio salire a Celerina, dove c'è una trattoria che fa la capuns, piatto tipico, a metà prezzo.
Un aspetto negativo: la snobberia è palpabile. Certi locali guardano male chi non è vestito alla moda o non spende in champagne. A me ha dato fastidio, ma si evita andando nei posti frequentati dai locali, come il bar della stazione. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: portare un paio di scarpe da trekking e salire al Lago da l'Alb, un piccolo bacino sopra il paese. La vista sulla valle è mozzafiato, e la passeggiata è quasi deserta anche a maggio. Nessuno ne parla, ma è il vero lusso di St. Moritz: la natura senza filtri.